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venerdì 18 aprile 2014

Alimentazione e funzione cognitiva


Si sa, molte caratteristiche di una casa dipendono dai suoi muri: se è resistente, se isola bene dal caldo e dal freddo, dai rumori eccetera eccetera.
La stessa cosa nella cellula: se le sue pareti (la membrana cellulare) sono fatte in maniera corretta, la cellula può funzionare bene. Interagisce bene con l'esterno, può far entrare i nutrienti regolarmente e il destino di quei nutrienti sarà quello migliore per la salute della cellula.
Le membrane cellulari sono composte, tra l'altro, soprattutto da lipidi (i grassi), e questi riflettono la composizione dei grassi della dieta, influenzandone le caratteristiche fisico-chimiche. Infatti esistono forse un centinaio di acidi grassi diversi, ognuno con le sue caratteristiche e i suoi effetti, indipendentemente dal valore calorico apportato. 
Questo succede perché ogni grasso influenza in maniera diversa la sintesi proteica, per cui alcuni stimolano la "produzione" di proteine che ossidano i grassi e antiossidanti, altri quelle che li fanno accumulare. O influenzano lo stato di salute mediante la gestione del tono infiammatorio.
Tutto ciò che è infiammazione (sedentarietà, sovrappeso, infiammazione basale, scarsa igiene orale), insieme alla predisposizione ereditaria, aumenta la probabilità di malattia neurodegenerativa.

http://www.nature.com/nri/journal/v14/n7/full/nri3705.html?WT.mc_id=FBK_NatureReviews


La sindrome metabolica, un insieme di fattori di rischio genericamente collegabili ad uno stato infiammatorio (alterazione del metabolismo glucidico e lipidico, pressione alta), è, come ormai universalmente riconosciuto, legata ad una dieta di scarsa qualità (e alla sedentarietà), ricca di snack zuccherati e salati, grassi cattivi, cibi raffinati, poche fibre.

In particolare, una carenza di omega-3, i grassi tipici dei pesci e di alcuni semi oleosi che spesso vengono anche introdotti con integratori, viene associata ad una manifestazione cerebrale della sindrome metabolica: il deficit cognitivo, ossia il morbo di Alzheimer.



http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2247146#.VS6wEvRv350.facebook


http://jp.physoc.org/content/early/2012/03/31/jphysiol.2012.230078.full.pdf+html



A livello cerebrale, le membrane perdono la fluidità, che è fondamentale per un loro corretto funzionamento, e anche i recettori presenti, quelle piccole antenne che reagiscono alla presenza di ormoni o neurotrasmettitori, rilasciati dalle cellule vicine per comunicare, non riescono a lavorare e trasmettere correttamente il loro messaggio.
Anche la leptina, in quanto fattore neurotrofico, deve arrivare al cervello per mantenere una corretta funzionalità neuronale, e questo non capita in caso di dieta proinfiammatoria. Chi ha bassi livelli di leptina ha più probabilità di demenza. Anche le altre "adipochine" sono molto importanti.


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23383396


L'alterazione del metabolismo glucidico è legato alla neurodegenerazione anche per altri fattori, soprattutto epigenetici: aumenta la probabilità di incorrere in piccoli ictus (e quindi necrosi dei neuroni), altera la materia bianca (con la formazione dell'amiloide), l'iperinsulinemia, la glicazione delle proteine (dovuta alla glicemia costantemente alta), la formazione delle specie reattive dell'ossigeno.

Sarebbe quindi raccomandabile un uso moderato dell'integrazione di omega 3 in persone a rischio di deficit cognitivo, in particolare se non introducono abbastanza pesce con la dieta.
Gli omega 3 prevengono anche la degenerazione maculare e la secchezza oculare, riducono la possibilità di allergie nei bambini, ecc ecc
A proposito, se decidete di assumere un integratore accertatevi che abbia la certificazione IFOS (purtroppo in Italia non la si può riportare in etichetta) che garantisce la qualità e l'assenza di mercurio e altri inquinanti, in particolare se è destinato a gestanti o bambini. Un altro tipo di formulazione interessante è quella di olio di krill, piccoli crostacei che sono alla base della catena alimentare per cui dovrebbero avere livelli molto bassi di inquinanti.


http://www.cartoonstock.com/directory/n/nutrition.asp


Insieme ad una carenza di omega 3, anche il junk food, è associato ad una riduzione della funzione cognitiva, oltre a influenzare il sistema dopaminergico (quello della ricompensa) e riuscendo a modificare l'architettura cerebrale e i suoi livelli di neurotrasmettitori, facendoci desiderare sempre di più quello stesso cibo, in maniera paragonabile a quella delle droghe, e creando stati d'ansia e di depressione, 


http://www.giornalettismo.com/archives/562747/alzheimer-alzheimer/alzheimer-5/


Per prevenire il declino cognitivo è consigliabile quindi una dieta antiinfiammatoria, ricca di pesce, cereali integrali e non raffinati, zinco, frutta e verdura ricche di antiossidanti, tè verde, cacao, uva (e resveratrolo), frutta secca, mirtilli, spezie come la curcuma che, con diversi meccanismi, inibisce la formazione delle placche dell'Alzheimer. Inoltre sono indicati l'acido rosmarinico, e l'acetilcarnitina, le vitamine del gruppo B, soprattutto la B12. Evitare gli eccessi che possono essere ugualmente dannosi. Ridurre lo stress, che ha un effetto deleterio per i neuroni. Dormire correttamente. E ovviamente non far mancare l'attività fisica!

Come dice Nature, le cause di malattia cardiovascolare e declino cognitivo sono solo le diverse manifestazioni di uno scorretto stile di vita.


https://www.facebook.com/NatureReviews/photos/a.389930077697072.88176.328116510545096/861753227181419/?type=1&theater

Qualche sacrificio che facciamo oggi sarà investimento un valido investimento in salute per il domani. E un bel risparmio per le casse dello stato.



http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3744901/pdf/CN-11-338.pdf

Update 28/9/2014

Articolo su Repubblica salute che conferma quanto detto.




Update 18/4/2015

5 cause inaspettate di Alzheimer (di alcune ne avevo già parlato): ansiolitici, diabete, colpi alla testa, solitudine, mancanza di sonno.

Update 12/8/2015

Anche la resistenza a IGF-1 è implicata probabilmente nella patogenesi dell'Alzheimer.

Update 12/8/2015

La metà dei casi di Alzheimer sono attribuibili all'iperinsulinemia, che inibisce la degradazione di enzimi nocivi


Update 30/4/2016

La bassa vitamina D sembra associata a declino cognitivo e la sua supplementazione potrebbe prevenirlo. Anche avere alti livelli di vitamina B12 appaiono preventivi, così come ridurre l'omocisteina.

Update 31/5/2016

I flavonoidi appaiono importanti per prevenire infiammazione e mantenere la plasticità neuronale che previene la degenerazione delle fibre nervose e quindi della funzione cognitiva.
L'olio di cocco migliora le condizioni dei pazienti con morbo di Alzheimer in uno studio preliminare.
Sembra che ci sia una correlazione tra alcuni batteri e virus e Alzheimer.


Update 9/6/2016

La rigenerazione dei nervi è facilitata da una buona funzionalità mitocondriale, che fornisce l'energia e inibisce una proteina che ostacola la formazione delle nuove connessioni sinaptiche.

Update 17/6/2016

Un protocollo personalizzato di dieta, stimolazione cerebrale, ottimizzazione del sonno, pochi farmaci e vitamine è stato capace di invertire l'Alzheimer in 10 persone.
I 3 alimenti perfetti per prevenire l'Alzheimer secondo RodaleWelness: carne grass-fed, olio di cocco, avocado.
Chi ha la glicemia alta da ragazzo sviluppa già alterazioni cerebrali (perdita di materia grigia e quindi di funzionalità cerebrale).
La prevenzione nutrizionale dell'Alzheimer: tenere sotto controllo trigliceridi, stress ossidativo, resistenza insulinica sono le chiavi. E soprattutto la giusta forma di vitamina B12, in base al polimorfismo MTHFR.
Il mirtillo, in alcuni studi, dà buoni risultati nella cura dell'Alzheimer.


Update 1/7/2016

La marijuana o meglio i suoi composti attivi (cannabinoidi) riducono l'infiammazione e rimuovono le placche di beta-amiloide che causano l'Alzheimer.

Update 11/7/2016

Lo stress aumenta la probabilità di ammalarsi di Alzheimer, è quindi consigliabile imparare a gestirlo. La Cleveland Clinic consiglia per ridurlo patate dolci, salmone, fagioli cannellini, senape indiana, bacche e banana.
Molti farmaci sono associati a declino cognitivo, da quelli antireflusso a quelli per la pressione, asma, intestino irritabile, depressione, incontinenza.

Update 16/7/2016

L'uso di benzodiazepine, farmaci ansiolitici, è fortemente associato a rischio di Alzheimer.
Alcune varianti genetiche sono attive sin dalla tenera età per predisporre al declino cognitivo.

Update 23/7/2016

Gli omega 3 ossidati sono deleteri in un modello animale

1) scegliete bene l'integratore di omega 3 se lo prendete
2) per il pesce usate cotture delicate
3) ma quello che diceva che gli antiossidanti non servono a nulla??



Update 23/7/2016

L'osservazione che alcuni trattamenti antibiotici riducano la possibilità di Alzheimer porta a pensare che ci sia un collegamento tra metaboliti batterici, infiammazione, sistema immunitario e malattie neurodegenerative.

Update 29/7/2016

La dieta tipicamente occidentale, ricca di alimenti animali e povera di vegetali, predispone all'Alzheimer. Frutta, verdura e cereali integrali sono invece protettivi. Anche a vitamina D alta (sopra 75 nmol/L) è protettiva.

Nuove possibilità sulla cura dell'Alzheimer.

Update 6/8/2016

Chi è sovrappeso ha il cervello simile a quello di una persona con 10 anni di più.
La dieta chetogenica può essere vantaggiosa nell'Alzheimer perché alcune aree cerebrali colpite riescono ancora a metabolizzare i corpi chetonici ma non il glucosio.

Gli omega 3, in un piccolo studio preliminare, hanno aumentato la rimozione della placca di beta amiloide in malati di Alzheimer.


Update 22/8/2016

Alti livelli di DHA sembrano prevenire l'Alzheimer, riducendo l'accumulo di beta amiloide, ma non essere efficaci nella sua cura.

Update 12/9/2016

I cibi animali, apportando più inquinanti e stress ossidativo, aumentano il rischio di Alzheimer.


Aggiornamento 14/9/2016


La vitamina B12, meglio se assieme all'acido folico e altre del gruppo B, previene il declino cognitivo negli anziani. Spesso è bassa soprattutto in chi fa uso di antiacidi.
Ottimo articolo su Alzheimer e diabete di tipo 2.

I consigli del dott. Barnard per ridurre il rischio di Alzheimer (video comprensibile con i sottotitoli).



Aggiornamento 7/10/2016

La conversione di ALA (alfalinoleico, omega 3 vegetale) in EPA e DHA si riduce con l'età, è bene perciò che i vegani assumano DHA di origina algale (250mg) per prevenire problemi cognitivi.



Aggiornamento 14/10/2016

La terapia di privazione degli androgeni (testosterone) che si fa in caso di tumore prostatico aumenta il rischio di Alzheimer. Questo conferma l'importanza dell'ormone per mantenere il cervello giovane.

Aggiornamento 8/11/2016

Secondo nuovi studi la beta amiloide non ha una diretta causalità nell'Alzheimer, ma la malattia è preceduta da una lunga fase di alterazione infiammatoria delle cellule neuronali e di quelle di sostegno (glia).



Aggiornamento 18/11/2016

Sconfiggere l'Alzheimer è possibile, prevenendolo, e dovrebbe essere una priorità politica.
L'obesità si conferma dannosa per la memoria.

Aggiornamento 22/11/2016

La neuroinfiammazione è alla base di tante malattie che coinvolgono il sistema nervoso centrale: Alzheimer, Parkinson, SLA, scjizofrenia ecc.
Questo capita anche per l'alterazione del sistema immunitario cerebrale, che dovrebbe difendere i nervi ma invece gli impedisce di funzionare correttamente.

Esistono cibi che aiutano la memoria? Sì, secondo l'Accademia di Nutrizione USA: le verdure, le bacche (berries), i cibi con omega 3, la frutta oleosa.

Un modello animale di Alzheimer guarisce con l'attivazione di una particolare proteina, almeno nelle fasi iniziali.



Aggiornamento 29/11/2016

Dieci integratori che sostengono la funzione mentale.


Aggiornamento 13/12/2016

Ulteriori prove che gli omega 3 possono avere effetto terapeutico sull'Alzheimer rimuovendo la placca betaamiloide.

Luteina e zeaxantina sembrano migliorare le funzioni cognitive degli anziani.



Aggiornamento 20/12/2016

La proteinuria, un problema tipico dell'insufficienza renale, è associata con demenza senile.
La luteina, un nutriente presente nei vegetali a foglia, nelle crucifere e nel giallo d'uovo, aiuta a mantenere il cervello giovane.
Una nuova proteina scoperta, autotaxina, sembra collegare diabete e Alzheimer.


Aggiornamento 30/12/2016

Serviranno studi di approfondimento, ma il protocollo dietetico per invertire il morbo di Alzheimer ha dato buoni risultati anche nel follow-up a 6 mesi


Aggiornamento 2/1/2017


Le persone con problemi renali possono andare incontro a problemi cognitivi che rendono più difficile prendere decisioni.

Il complicato rapporto tra vasi sanguigni che invecchiano e declino cognitivo: anche l'IGF1 ha il suo effetto deleterio, riducendo la produzione mitocondriale di energia


Aggiornamento 7/1/2017


In uno studio pubblicato su Lancet vivere vicino a fonti di inquinamento stradale (traffico intenso) è associato a rischio di Alzheimer ma non di Parkinson o sclerosi multipla.



Aggiornamento 19/1/2017


In un modello animale una molecola presente nella cicoria riduce i problemi di memoria dell'Alzheimer.

La carenza di vitamina B6 si associa al declino cognitivo. frutta e verdura si confermano protettive. Alcuni consigli del dott. Mercola

I difetti nell'autofagia, dovuti agli eccessi alimentari, sono implicati nella genesi delle malattie neurodegenerative.


Aggiornamento 14/2/2017

I microbi intestinali hanno un possibile ruolo nell'Alzheimer


Aggiornamento 21/2/2017

Antiossidanti come la vitamina E, omega 3, B12, folati sono i principali elementi che proteggono dal danno vascolare che caratterizza l'Alzheimer

I polifenoli hanno sia effetto protettivo che potenziale terapeutico nei confronti della neurodegenerazione

Aggiornamento 23/2/2017

L'uso di metformina per lungo periodo è legato a vitamina B12 bassa
La dieta occidentale, alterando la flora intestinale, riduce la flessibilità cognitiva, cioè la capacità di memorizzare ed elaborare le informazioni.


Aggiornamento 25/2/2017

L'albuminuria è associata a declino cognitivo, forse perché segno di alterazioni condivise nell'endotelio vascolare.

Aggiornamento 26/2/2017


L'iperglicemia è notoriamente legata al declino cognitivo. Probabilmente uno dei link è l'alterazione di un enzima dei macrofagi, MIF, che crea stress ossidativo e collega il sistema immunitario con l'Alzheimer



Aggiornamento 5/3/2017

La dieta mediterranea protegge dal declino cognitivo, chi non la segue in età avanzata va incontro a riduzione delle dimensione encefaliche

Esistono delle radici comuni tra Parkinson e Alzheimer


Aggiornamento 7/3/2017


Gli omega 3 sono particolarmente efficaci nel prevenire l'Alzheimer in persone con una variante genetica, APOE4, che aumenta il rischio di demenza



Aggiornamento 10/3/2017

Il concentrato di mirtilli può, migliorando il flusso di sangue, migliorare la funzione cognitiva negli anziani
Caffeina e, in misura minore wortmannina e acido retinoico, attivano un enzima che protegge dalle proteine alterate tipiche delle malattie neurodegenerative


Aggiornamento 17/3/2017

La supplementazione con vitamine del gruppo B attenua i danni causati dall'inquinamento atmosferico, in particolare quelli che agiscono sull'espressione del genoma (epigenetica)

Aggiornamento 24/3/2017


Conferme sul legame tra insulinoresistenza e declino cognitivo


Aggiornamento 30/3/2017

Il consumo regolare di tè protegge dal declino cognitivo, specie se si ha una particolare predisposizione (gene APOE e4)



Aggiornamento 7/4/2017

Nel modello animale la dieta raffinata distrugge la capacità cognitiva e l'attenzione.

1 commento:

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