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venerdì 13 marzo 2015

Alimentazione, paleodieta e autoimmunità


Ma siamo così sicuri che avere una malattia autoimmune sia una maledizione divina e non sia creata dall'ambiente in cui viviamo?
Una frase che solitamente diciamo è: "la genetica carica la pistola, l'ambiente preme il grilletto" (Judith Stern). Ossia c'è una predisposizione genetica ma l'ambiente è fondamentale per la manifestazione della malattia. 

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0896841116300877


Una teoria ormai accettata (hygiene hypothesis) prevede che viviamo in un mondo così pulito che i nostri difensori, i globuli bianchi, non sanno più con chi prendersela perchè troppo raramente incontrano batteri, vermi o virus, e quindi attaccano le strutture del corpo stesso (il cosiddetto self). Così capita per l'asma ad esempio, o le allergie, per cui i bambini che più si ammalano sono quelli che vivono negli ambienti troppo puliti. E ugualmente i bambini che vivono i primi anni di vita con un cane in casa hanno meno probabilità di ammalarsi di diabete di tipo 1. La supplementazione di vitamina D ha lo stesso effetto.

Un altro punto su cui credo si possa concordare è che oggi spesso si mangiano cibi che tempo fa non c'erano. I nostri geni hanno avuto il tempo di adattarsi a questi nuovi cibi? Andiamo a verificarlo.



http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/B9780081005965033370


Prendendo spunto dalle slide del mio amico Paolo Antolini, possiamo dire che in natura è ben presente un fenomeno noto come mimetismo molecolare, ossia molecole presenti nella vita di tutti i giorni e teoricamente innocue, nel cibo o nei batteri ad esempio, vengono scambiate per antigeni di organismi patogeni e provocano una risposta infiammatoria nell'organismo, che in alcune persone predisposte geneticamente si manifestano con una malattia autoimmune (diabete di tipo 1, tiroidite di Hashimoto o morbo di Graves ad esempio). O altro.
Ad esempio sta emergendo il ruolo del fungo Candida nella promozione tumorale, o nel morbo di Crohn, o nei disturbi psichiatrici, attraverso diversi meccanismi tra cui appunto il mimetismo molecolare. Analogamente il microbiota, spesso alterato in molte malattie tra cui quelle autoimmuni, rilascia molecole coinvolte, tra le altre cose, nella neurodegenerazione, e che arrivano al cervello dall'intestino.
Infatti, contrariamente a quanto si crede, l'intestino (o i polmoni, reni ecc) non è per nulla un isolante perfetto dal mondo esterno (o in questo caso "interno"), e anzi alcune sostanze, tra cui le proteine, possono passare attraverso le "crepe" che si formano. Insomma c'è un certo grado di permeabilità.
Purtroppo alcuni fattori innalzano la permeabilità intestinale, ossia rendono molto facile il passaggio di queste molecole con potenziale infiammatorio all'interno del corpo, attraverso la proteina zonulina.
Questa è una condizione che spesso accompagna le malattie autoimmuni. Una perdita della corretta funzionalità di barriera del nostro intestino permette l'ingresso nel corpo di proteine (glutine e caseine ad esempio) e tossine microbiche (LPS) che infiammano il corpo. Ogni tipo di dieta influenza in maniera diversa i nostri microbi
Viene influenzato così lo stato redox e appunto il livello infiammatorio.
Gli anticorpi contro i lieviti vengono spesso trovati alti in persone con morbo di Crohn (malattia autoimmune intestinale) ma ultimamente anche in altre malattie autoimmuni. La butirofilina, proteina del latte vaccino, attiva la risposta demielinizzante della sclerosi multipla.
Molti cibi "moderni", gli emulsionanti ad esempio, causano una disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale) e che uno stile di vita moderno (ricchezza di cibi raffinati e povertà di movimento) predisponga per le malattie emerse negli ultimi anni è ormai fuor di dubbio.

Tra gli attivatori della risposta infiammatoria autoimmune collegati al cibo, troviamo l'iperleptinemia, l'iperglicemia, sia direttamente che tramite gli AGEs e gli ALEs (prodotti che si formano dalla cottura), che rovinano cartilagini e matrice ossea, un basso rapporto tra grassi omega3 e omega6, il sale.
Anche la carenza di vitamina D è osservata nella maggior parte delle malattie autoimmuni (lupus o les, sindromi anticorpi antifosfolipidi, artrite reumatoide, sclerosi sistemica, Sjogren, miopatie, sclerosi multipla, tiroiditi autoimmuni, celiachia, morbo di Crohn, diabete di tipo I) e nel sovrappeso e il suo uso sembra promettente nella gestione di queste malattie. In realtà non si capisce se la carenza sia causa o conseguenza di queste malattie.
 
Tornando al fenomeno della permeabilità intestinale, chi pensa che non esista forse dovrebbe tornare al primo anno di università quando si studiano le tight junction, le interconnessioni cellulari che possono essere più o meno lasse e sono regolabili. Eventi stressanti (o semplicemente diete ipocaloriche) possono peggiorare la permeabilità intestinale ed ecco spiegato perchè in certi periodi ci si può sentire più gonfi, più arrossati, più doloranti ecc. Anche TNF-alfa e NPY modulano infiammazione e permeabilità.

TNF-alfa aumenta in base al grasso corporeo, o meglio alla sua infiltrazione da parte dei macrofagi. In questo modo sale il tenore infiammatorio, che a sua volta favorisce l'aumento di peso e le alterazioni metaboliche (diabete). Si forma quindi un circolo vizioso che aumenta la permeabilità intestinale e il tenore infiammatorio a sua volta, favorendo l'insorgere di asma e malattie autoimmuni.




http://www.jnmjournal.org/journal/view.html?doi=10.5056/jnm14084
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4180268/
In questo modo una proteina come il glutine può entrare nel corpo. Le lesioni  che crea negli intolleranti (non celiaci) sono state persino "fotografate", a livello intestinale e nervoso, con buona pace di chi ancora dice che non esiste la sensibilità al glutine non celiaca.

La glutamina è un aminoacido che appare importante nella regolazione della permeabilità intestinale, mentre un abuso di alcol la aumenta pericolosamente.


In questo video lo spiega bene pure il prof Berrino.




La caratteristica della paleodieta è di eliminare i cibi che presentano molecole potenzialmente infiammatorie, dando sicuramente un bel vantaggio a chi soffra di malattie che abbiano questa base.


Nutrition Journal 2014, 13:61

Questi alimenti sono i cereali o pseudocereali (contengono glutine, zeina, prolammine, inibitori dell'amilasi-tripsina, saponine o altre lectine), i legumi (lectine e saponine), solanacee (solanina, ma la posizione si sta ammorbidendo, saponine e lectine), latticini (caseine). Anche i germogli, in particolare alfaalfa, contengono l-canavanina, un aminoacido non standard simile all'arginina, che soprattutto in uno stato infiammatorio sostituisce quest'ultima e dà luogo alla sintesi di proteine non funzionanti. Anche i legumi ne contengono.

Le lectine sono stabili al calore, quindi non vengono necessariamente distrutte con la cottura, mentre la fermentazione con lievito madre le riduce. Anche il glutine non viene praticamente mai idrolizzato completamente dai nostri enzimi digestivi.
Sono inoltre sconsigliate le carni di animali nutriti a mangimi, che presentano un profilo di grassi diverso da quello che naturalmente dovrebbero avere. Anche il sale attiva i Th-17, globuli bianchi particolarmente attivi nella risposta autoimmune. Tutti cibi che fondamentalmente sono entrati nella nostra  alimentazione negli ultimi 10.000 anni, dopo la rivoluzione agricola del neolitico (alcuni anche meno).
La sostanziale eliminazione dei cereali e l'uso quasi esclusivo della frutta come fonte glucidica porta ad abbassare notevolmente il carico glicemico, favorendo un dimagrimento anche piuttosto veloce (meno carboidrati, meno insulina, meno immagazzinamento dei grassi, meno attivazione delle vie infiammatorie) e favorevoli cambiamenti metabolici nei diabetici.


il miglioramento di una persona affetta da psoriasi, tratta dal
 gruppo Facebook "psoriasi l'alternativa naturale"



In particolare il nostro sistema di gestione delle riserve e della composizione corporea si è evoluto con un solo ormone anabolizzante: l'insulina appunto. E per lui alte quantità di glucosio, tipico stimolatore delle vie infiammatorie e del rilascio di insulina, possono essere inaspettate e non mantenibili per lungo tempo. E così per mTOR, altro fattore potenzialmente implicato nelle malattie autoimmuni.
Consumare bibite zuccherate ad esempio è un fattore di rischio indipendente (cioè slegato da altre cause) di sviluppare artrite reumatoide, non vengono chiariti i motivi (o meglio sono ancora oscuri) ma è a mio modo di vedere legato all'aumento del tenore infiammatorio che si ha con l'innalzamento della glicemia.
Questo succede tipicamente in chi abbia scarsa muscolatura, che "tampona" le impennate della glicemia; è infatti facile notare come persone molto muscolose e sportive possano mangiare piatti giganti di pasta e dolci tranquillamente senza problemi e soprattutto senza ingrassare.

Fino a 10000 anni fa  non esistevano alimenti ad alto contenuto di glucosio, o meglio, quando venivano mangiati erano in quantità irrisorie, non paragonabili ai tempi odierni. E la fibra era molta di più. Poteva capitare che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori trovassero qualche spiga, certo, ma non certo un campo di grano. Noi ci siamo evoluti in tempi in cui solo il cibo era il segnale di abbondanza o miseria, è chiaro che il corpo basa tutto su quello.

Ovviamente dire che si risolve tutto eliminando questi alimenti moderni è semplicistico e riduttivo, e portare avanti questo regime per molto tempo non risulta semplice, però vedo molte persone soddisfatte.

La professoressa Walhs, medico, gira il mondo per promuovere questo tipo di approccio. Lei stessa è praticamente guarita dalla sclerosi multipla, e ha condotto un piccolo studio (solo una decina di persone) che ha comunque messo in mostra un miglioramento nella sensazione di fatica.







Spesso si vedono fior di professoroni e colleghi che in virtù del loro unico dio "dieta mediterranea" pretendono di imporre latticini, legumi e glutine a tutti, nonostante alcuni si trovino bene a eliminarli. Penso sia davvero degradante negare l'evidenza che alcuni stiano meglio senza e prendere i pazienti per malati immaginari. Non tutti siamo uguali, e la tolleranza verso i cibi è molto soggettiva, per cui alcuni non hanno problemi, mentre altri, più raramente per fortuna, non riescono a tollerare le molecole infiammatorie e hanno manifestazioni di tipo patologico. Questo è spiegato molto bene nel libro di Attilio Speciani.

Attraverso il processo noto come "induzione della tolleranza", il nostro corpo impara a conoscere le molecole a lui ignote e così il sistema immunitario smette di avere una reazione avversa contro di loro.
Uno studio ha provato come si possa guarire da una pericolosa allergia, quella agli arachidi, che può determinare pericolosissime reazioni fino allo shock anafilattico, attraverso la graduale reintroduzione. Insomma il segreto è indurre la tolleranza per evitare risposte anomale dal sistema immunitario. La predisposizione genetica e ancora una volta il microbiota, ad esempio nella degradazione dell'acido sialico, possono far la differenza in chi riesce a tollerare e chi no. 
Io rimango quindi sempre favorevole ad una reintroduzione graduale piuttosto che una dieta drastica di eliminazione.








Il debunking della paleodieta


Mi è capitato di discutere con colleghi per quanto riguarda la valenza della dieta paleolitica, che, con tutte le limitazioni del caso, può essere un approccio valido nel complesso, in particolare nel caso di malattie infiammatorie. Infatti è innegabile che non ci siano state importanti variazioni genetiche dal paleolitico a oggi.

Ci sono diversi tentativi di debunking della paleodieta su internet. Quello de Le Scienze non mi pare granchè, e un darwiniano convinto come me deve fare alcune precisazioni.
Secondo loro non è vero che il genoma umano sarebbe cambiato poco negli ultimi 10000 anni, e le prove sono lo sviluppo della tolleranza al lattosio (che riguarda una piccola parte, circa il 30%, della popolazione mondiale, ed è una mutazione SNP, ossia riguarda un singolo nucleotide nella sequenza che regola l'espressione del gene.



http://scitechconnect.elsevier.com/why-some-humans-developed-taste-for-milk/



In pratica il gene è sempre lo stesso, ma cambia la sua espressione che persiste nell'età adulta. Questa mutazione potrebbe essere occorsa inizialmente nelle popolazioni pastorali) e la comparsa degli occhi azzurri (che è anche questa in realtà una mutazione puntiforme, cioè che appare "per errore" ogni tanto, e se si verifica in ambienti favorevoli, ad esempio nel nord Europa dove c'è meno sole e la melanina non è necessaria, può essere trasmessa, un po' la stessa storia delle farfalle e della rivoluzione industriale). L'altro esempio proposto è la selezione naturale che avrebbe "modificato il sistema immunitario e i globuli rossi delle persone in modi che aiutano a resistere alla malattia trasmessa dalle zanzare". In realtà sanno tutti che a caratterizzare l'emoglobina dei portatori di anemia mediterranea è la variazione di una sola base, rendendo i globuli rossi lievemente più piccoli, così chi ha quella mutazione risulta più resistente alla malaria, e ha quindi potuto ricevere un vantaggio di sopravvivenza nelle regioni a suo tempo infestate dalla zanzara anopheles
In pratica la resistenza alla malaria, data da una condizione relativamente rara di eterozigosi che non dà nessun problema (il portatore sano di anemia mediterranea) viene ereditata tranquillamente e non conferisce svantaggi eccessivi a chi la possiede, e per questo chi la possiede può riprodursi (il vero senso dell'evoluzione: solo che ha geni favorevoli può riprodursi e tramandarli).


"Cavoli, broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles sono tutti differenti cultivar di una singola specie, Brassica oleracea, della quale, generazione dopo generazione, abbiamo rimodellato foglie, steli e fiori in modi radicalmente diversi, proprio come abbiamo selezionato carlini, bassotti, Welsh corgie, San Bernardo e levrieri da una singola specie di lupo. Il mais era un tempo un'erba selvatica nota come teosinte, le bacche dei pomodori erano molto più piccole e gli antenati selvatici delle banane erano pieni di semi."
Ne avessero azzeccato una: appunto che la specie di cavoli (o di cani) è sempre la stessa, il DNA è lo stesso, tant'è che sono specie che se si accoppiano danno prole fertile, requisito essenziale in genetica (non accade ad esempio accoppiando cavallo e asino). I geni sono gli stessi, che poi hanno delle varianti alleliche; le differenze nelle caratteristiche nutrizionali e antigeniche sono nulle; mais e pomodori sono altamente sconsigliati nella paleodieta, quindi di che stiamo parlando? chi se ne frega se erano diversi (più piccoli). Come se un uomo alto e uno basso non facessero parte della stessa specie. Le banane avevano i semi, e quindi? i loro epitopi antigenici (le "parti" riconosciute dai nostri anticorpi che determinano la risposta immunitaria) non sono mica cambiati perdendo i semi (selezione tra l'altro fatta piuttosto di recente dall'uomo).

In pratica si dice che la dieta paleo non ha fondamenta valide perchè esistono uomini con gli occhi chiari da meno di 10 mila anni. Forse sono stupido io ma non capisco cosa c'entri il colore degli occhi col metabolismo energetico e la funzionalità digestiva e immunologica.

"Contrariamente a quanto si pensi, alcuni uomini del paleolitico soffrivano di aterosclerosi". Certo, ma essa era data da fattori di stress, non certo alimentari come oggi.
A quell'epoca si moriva a 30 anni. Ma c'è da considerare che i nostri antenati non avevano sempre da mangiare a disposizione, anzi si doveva lottare per ottenerlo, non lo si trovava certo al supermercato. Ed ecco salire lo stress (e quindi il cortisolo) e quindi l'accumulo di lipidi nelle arterie e quindi aterosclerosi (come dimostra un lavoro sui ratti geneticamente ipercolesterolemici sottoposti a digiuno alternato). E si moriva di malattie infettive e malnutrizione, non certo di diabete o cancro.
In realtà è dimostrato che la paleodieta ha un basso rischio aterogeno nonostante i molti grassi  (infatti i carboidrati, se raffinati, sono molto peggio). E comunque meglio che prendere cortisone tutta la vita, notoriamente fattore riduttivo dell'aspettativa di vita, comune tra chi soffre di malattie autoimmuni, che sono tra l'altro associate con rischio cardiovascolare.
Nessuno vuole dire che il paleolitico era un paradiso nè che c'era abbondanza di cibo, e sicuramente vivevano di meno e erano più soggetti a malattie infettive, ma non a quelle infiammatorie (autoimmuni, tumori, diabete).
Tutti questi esempi non c'entrano nulla col metabolismo energetico o ormonale e con la tolleranza agli alimenti, e sono quindi piuttosto inutili.

"Gli organismi con cui condividiamo i nostri corpi, in particolare i miliardi di batteri che vivono nel nostro intestino, si sono evoluti più velocemente. I batteri intestinali interagiscono con il cibo in molti modi, aiutandoci a frantumare le dure fibre vegetali, ma competono anche per le calorie. Non abbiamo prove dirette di quali specie batteriche prosperassero negli intestini paleolitici, ma possiamo essere sicuri che le loro comunità microbiche non corrispondevano esattamente alle nostre". Ovviamente non è vero niente ed è appena uscito un articolo di Nature che smentisce questa tesi. Come se E. coli fosse nato nel medioevo e S. aureus durante la rivoluzione industriale. Ma per favore. Basta esaminare l'intestino di chi pratica la paleodieta o di chi abbia sempre vissuto così (certe tribù che vivono ancora da cacciatori-raccoglitori) per evidenziare una forte variazione in senso positivo del loro microbiota. Insomma esso cambia in base a ciò che mangiamo, non il contrario.

E la paleodieta non è necessariamente iperproteica (cosa che sarebbe potenzialmente dannosa favorendo la crescita di una flora intestinale proinfiammatoria, aumentando quindi il rischio cardiovascolare), ma piuttosto iperlipidica e ipoglucidica. Uno dei motti di che segue questo regime è "se non mangi verdura e frutta quanto un vegano, non è paleo". La carne può avere un effetto infiammatorio o antinfiammatorio, e probabilmente questo dipende dalla nostra flora, che libera dei metaboliti potenzialmente dannosi. Associando un'alta quantità di fibre e antiossidanti, il potenziale infiammatorio si abbassa.

Viene anche citato un video piuttosto inutile. Non si capisce infatti perché una archeologa dovrebbe insegnare genetica e pontificare sull'alimentazione (e manco lo fa correttamente). In pratica secondo lei siccome l'uomo ha selezionato piante con frutti più grandi e con meno caratteristiche negative, il suo (dell'uomo) genoma è cambiato.
"Utilizzavano i cereali.." certo ma non nelle quantità attuali! Solo quelli che trovavano cresciuti naturalmente, cioè quantità irrisorie. "i cibi proposti sono tutti stati modificati dall'uomo". Infatti proprio per quello si deve usare carne di animali allevati allo stato brado.
Ed è pure gente che insegna all'università. Non un accenno al mimetismo molecolare, non uno alla permeabilità intestinale.

La cosa più comica di tutte è che si conclude di usare i cereali integrali e evitare i prodotti industriali e i conservanti artificiali. E gli alti carichi glicemici. Ma come? non eravamo velocissimi ad adattarci ai cibi moderni? E i cereali non erano sanissimi?
Alla fine almeno dice "abbiamo molto da imparare".



Conclusioni

La realtà è che l'uomo è capace di adattarsi a ciò che si trova, perchè ci siamo evoluti per questo: sopravvivere in diverse condizioni. Tuttavia ci sono persone con minori capacità di adattamento e quindi possono trovarsi meglio con una dieta che riduca/elimini tutto ciò che è potenzialmente infiammatorio, e obbligarli a introdurre cibi che non riescono a tollerare quando loro si trovano meglio senza significa fargli una violenza.

La nostra capacità di adattamento alle situazioni è fondamentale per la sopravvivenza agli ambienti sfavorevoli, ma non tutti hanno lo stesso grado di tolleranza immunologica. Inutile cercare di trovare qualcosa che vada bene per tutti, molto meglio adattare l'alimentazione alle nostre possibilità.
Il corpo ha la possibilità di adattarsi, chi più chi meno, ma tutti hanno un limite.

Le larghe disponibilità di cereali ci consentono di avere più calorie, di lavorare di più e crescere meglio, i nostri antenati rimanevano infatti più bassi. Ma alla lunga vengono stimolate maggiormente le vie infiammatorie, particolarmente nelle persone sedentarie (che sono la maggior parte oggi), e quindi possono essere dannosi sul lungo termine.

Il nostro massimo potenziale genetico si esprime per molti con la dieta mediterranea, e con qualche proteina in più per gli sportivi. E magari per altri con diete vegetariane o vegane. Ma la paleodieta ha le potenzialità per diventare un corretto stile di vita.
Uno dei meccanismi è semplicemente rappresentato dal tenere bassa la glicemia, meccanismo "ubiquitario" di avanzamento delle malattie infiammatorie.

Tuttavia finchè non ci saranno studi con end-point a 20 anni non potremo stabilire che sia meglio del classico pattern mediterraneo.

Qualcuno dice: ci sono molti più lavori scientifici sulla dieta mediterranea che sulla paleo. Ma la dieta paleo è sotto studio da pochi anni, la med da decine. Come se si pretendesse che Dybala a 22 anni abbia segnato gli stessi gol di Messi che gioca da molto più tempo.
Le conclusioni sono quindi che il modello mediterraneo è probabilmente sempre il migliore e il più sicuro da usare, accompagnato da una giusta quantità di attività fisica, ma la riduzione (con inserimento a rotazione) e/o esclusione di alcuni cibi può portare a inaspettati miglioramenti in chi soffra di malattie infiammatorie e in particolare autoimmuni.

  Update 22/3/2015

Una dieta simil-paleo viene definita buona per la gestione della sindrome dell'ovaio policistico. Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio i siti del dott. Luchi, di Arianna Rossoni e di Leonardo Rubini e il libro di Lindeberg. 


  Update 16/6/2015

 Il blog evolutamente.it segnala dei confronti tra approccio mediterraneo e paleodieta.



  Update 6/10/2015

Il mio nuovo post sulla paleodieta.

  Update 22/2/2016

Dieta paleo migliora drammaticamente la steatosi epatica rispetto alla dieta low-fat. Le testimonianze di alcuni affetti da psoriasi sul metodo Apollo



  Update 7/3/2016


La paleo dopo un attacco di cuore. Anche la Mayo Clinic si schiera a favore della paleodieta.

Il mio intervento al congresso Sinfer, su alimentazione e malattie autoimmuni, dove purtroppo non ho avuto il tempo di parlare di paleodieta.


  Update 20/4/2016

La mia amica e collega Chiara Cevoli segnala i siti dal quale acquistare carne di alta qualità.


  Update 26/4/2016

Sia la dieta mediterranea che quella paleo riducono i marker di infiammazione sistemica, potenzialmente sono quindi terapeutiche per qualunque malattia che dipenda dall'infiammazione. Quale sia la migliore per ciascuno dev'essere comunque valutato da un esperto.
Gli Inuit, popolazione del Nord America, ha forse un'incrementata incidenza di spondilite anchilosante a causa delle dosi di amido mai avute nella loro storia se non negli ultimi anni.



  Update 26/4/2016

La vitamina K2 (carne e formaggi da bovini alimentati a erba, tuorlo, fegato, natto) può aiutare chi soffre di artrite reumatoide.
Si ipotizza che il glifosato, noto diserbante accusato di tossicità, possa stimolare la permeabilità intestinale e favorire alcune malattie tra cui la sindrome dell'ovario policistico.
Vi sono forti omologie nelle sequenze di glutine, proteine del latte (caseine, MOG) e proteine neuronali, giustificando così problemi legati al sistema nervoso centrale e periferico (sclerosi multipla, fibromialgia, depressione, schizofrenia ecc) in chi abbia sensibilità a questi alimenti.



  Update 6/5/2016


Un esempio di settimana paleo e 100 ricette. L'infezione da candida sembra implicata con la genesi di alcune patologie mentali (deficit cognitivo, schizofrenia e bipolarismo).

  Update 13/5/2016


Qualche consiglio per gestire la permeabilità intestinale.
Altre balle sulla paleo, che è più nutriente a parità di calorie di un'alimentazione standard.
Un report dei consumatori americani consiglia di utilizzare carne grass-fed il più possibile, sia per la maggiore qualità dei nutrienti che la minor presenza di batteri antibiotico-resistenti.
Conferme sull'ipotesi dell'igiene.
La paleo non necessariamente promuove la longevità: infatti l'obiettivo della natura è riprodursi, non vivere a lungo né per sempre.


  Update 23/5/2016

Il collegamento tra infezione del virus Epstein Barr (responsabile della mononucleosi, "malattia del bacio") e il lupus (LES) in persone predisposte geneticamente.

  Update 30/5/2016


Ottimi risultati in uno studio sulla paleo in pazienti diabetici.
L'importanza del microbioma della pelle secondo Chris Kresser
Il dott Luchi segnala la raccolta bibliografica completa sulla paleo.
Alcune ipotesi sulla pericolosità del grano moderno a causa delle manipolazioni subite.
Il ruolo del microbiota nello stimolare l'infiammazione (fermentando i metaboliti alimentari) e preparare terreno fertile per i tumori, intolleranze ecc.


  Update 30/5/2016

Uno studio australiano ha messo a confronto l'approccio paleo con quello classico (simil-mediterraneo): la paleo ha determinato una migliore composizione corporea dopo un mese. Viene però sottolineato che non si conosce l'impatto nel lungo periodo e che servono studi appositi.

Dopo anni qualcuno si sveglia sulle cause della psoriasi.

  Update 15/6/2016


Un probabile collegamento tra morbo di Graves (ipertiroidismo) e infezione con virus di Epstein Barr (mononucleosi).
Una nuova ipotesi sulla disbiosi che accompagna le malattie autoimmuni: alterano la conformazione delle proteine di chi li ospita, attivando così la risposta autoimmune.


  Update 21/6/2016

L'importanza della colina nelle malattie autoimmuni.

Update 24/6/2016

Un'interessante riflessione di Leonardo Rubini sulla personalizzazione della dieta.

Update 28/6/2016

Interessante articolo sulla sindrome da stanchezza cronica, che viene ritenuta da molti una malattia immaginaria, ma che in realtà dipende (anche) da un'alterazione dei microbi intestinali.
E questo viene sempre più confermato anche nella sclerosi multipla.
In una nuova review viene ripresa l'importanza del sistema immunitario, del microbiota e della permeabilità intestinale alterati nelle malattie infiammatorie intestinali, ma viene messo in dubbio l'uso dell'approccio paleo, in particolare per la possibile carenza di vitamine. Non l'hanno capito molto.

Update 7/7/2016

Nuove conferme sui danni dovuti alle infezioni che alterano il microbiota e la risposta immunitaria.
Conferme sui legami tra microbiota e sindrome della stanchezza cronica.
Perché alcuni reagiscono alle terapie e altri no? Perché non tutti hanno le stesse popolazioni di globuli bianchi.
I supplementi consigliati nel protocollo autoimmune.
Anche la leptina viene ridotta dalla paleo, potenzialmente migliorando risposta immunitaria e metabolismo.
I virus come causa di neurodegenerazione e altre malattie autoimmuni o progressive.

Aggiornamento 11/7/2016

Alcuni batteri rari, come C. aerofaciens e E. lenta, sono associati ad aumentato rischio di artrite reumatoide, così come una riduzione di Faecalibacterium, mentre P. histicola migliora il quadro nel modello animale. 


Aggiornamento 12/7/2016

Lo shifting dei macrofagi nella forma M1, proinfiammatoria, fa bloccare il ciclo di Krebs al citrato, favorendo la sintesi dei grassi: questo può giustficare l'aumento di peso in chi ha infiammazione.

Aggiornamento 17/7/2016

La Arthritis Foundation consiglia di provare a togliere le solanacee (pomodori, bacche di Goji, patate, peperoni, peperoncino, melanzane) e osservare se si hanno miglioramenti nell'artrite reumatoide. Il claim non è supportato da forte evidenza ma vale la pena provare.


Aggiornamento 19/7/2016

Un interessante commento sulla dieta paleo da parte di Emanuele Giordano


Questo continua a chiarire che la dieta paleo "vera" non ha granché a che fare con quella che si fa oggi, ma appunto si tratta più che altro di una dieta di eliminazione di alimenti potenzialmente infiammatori. Questi alimenti, tra cui spesso ci sono i cereali, semplicemente hanno avuto una selezione per produrre molecole tossiche (lectine ecc) per l'intestino di chi li mangia. In questo modo appunto hanno un vantaggio evolutivo che dovrebbe tendere a farle predare di meno.

Aggiornamento 26/7/2016

Ennesima conferma della causa della sensibilità al glutine, cioè la permeabilità intestinale.


Aggiornamento 31/7/2016

Lo sanno anche i sassi ormai, ma sempre meglio ricordarlo: più bassa è la vitamina D, più diventa aggressiva la colite ulcerosa.
Non è vero che nel paleolitico non ci si ammalasse di tumore. Tuttavia non è che siccome si trova un fossile col tumore si può dire che fosse una malattia fortemente diffusa. Oggi si ammala quasi una persona su due. Le spiegazioni sono diverse: vita più lunga e contatto con sostanze che non dovrebbero esserci (fumo, ftalati, benzene, ALIMENTAZIONE ecc).
Interessante articolo su permeabilità intestinale e malattie autoimmuni.
Allo studio un trial su paleo e artrite reumatoide.
Nuove prove sull'ipotesi dell'igiene, il parto cesareo e il legame con malattie autoimmuni.
La reintroduzione dei cibi col protocollo autoimmune non sempre va come dovrebbe, perché?

Aggiornamento 4/8/2016

Povera antropologa, si continua a scoprire che alcune specie microbiche sono con noi da quando eravamo molto simili alle scimmie.
Alcuni batteri agiscono alterando la funzionalità del recettore per la vitamina D, aprendo le porte alle malattie autoimmuni: eliminarli può essere la chiave per gestire queste malattie.
Anche la gestione del rapporto tra Th1 e Th2 è importante.
I consigli del dott. Hyman per la gestione delle malattie autoimmuni.


Aggiornamento 10/8/2016

Un lavoro pubblicato su Nature conferma che l'osteoporosi è nata 10.000 anni fa circa, ossia quando siamo diventati agricoltori e abbiamo iniziato a cibarci dei latticini con frequenza.
Il virus di Epstein Barr possiede numerose sequenze simili a quelle codificanti per geni legati alla risposta immunitaria, e, mandandola in confusione, può così facilmente essere concausa di malattie autoimmuni.
Un case-report di sindrome metabolica guarito grazie alla paleo: abbandono totale delle medicine in 6 mesi.

Aggiornamento 24/8/2016

Alcune considerazioni sul vivere moderno e le sue conseguenze.
Uno studio sul protocollo wahls per la sclerosi multipla è stato finanziato. A conferma della bontà del progetto.
Secondo ricercatori australiani, come già detto, la dieta paleo non è sempre facile da seguire.
Molto dipende dall'organizzazione, una volta iniziato diventa più facile!


Aggiornamento 29/8/2016

Copio e incollo un post del mio amico Paolo Antolini sul legame tra tiroide, surreni e psoriasi, in particolare quella inversa
TIROIDE E PSORIASI INVERSA
Prendendo spunto da una consulenza fatta oggi, vi voglio sottolineare un legame pressoché sconosciuto, ma assai importante.
In questa storia ci sono 4 attori protagonisti
1) Tiroide
2) Surreni
3) Candida
4) Psoriasi inversa
La storia la raccontiamo così
Atto 1
Tiroide: non funziono proprio, questa schifezza che mi danno chiamato eutirox corregge le mie analisi, ma soffro e con me soffre tutto il mio metabolismo
Durata dell'atto: molti anni
Atto 2
Surrene: Dai tiroide tranquilla ti aiuto io, produrrò molto cortisolo per sostenere la tua mancanza, fintanto che reggo la stanchezza sarà sopportabile.
Purtroppo per mio effetto anche il sistema immunitario verrà bloccato.
Candida: EVVIVA !!! Col sistema immunitario paralizzato io farò la bella vita, e tu ti beccherai una bella psoriasi inversa dovuta alle mie tossine
Durata dell'atto: molti anni
Atto 3
Surrene: cavolo tiroide sono stanco morto che facciamo
Tiroide: Basta adesso saremo talmente stanchi da non riuscire più ad alzarci dal letto...e il nostro umore sarà ballerino al massimo...
Atto 4: Dipende da voi
Finale 1: Cambio eutirox passando ad ibsa o alla secca, recupero i surreni, sistemo la flora e ritorna il sereno
Finale 2: Non faccio nulla e la qualità della mia vita sarà un inferno

Conferme sulla responsabilità dei traumi infantili come causa di malattia.



Aggiornamento 1/9/2016

Le strategie del dott Hyman per migliorare la permeabilità intestinale:

  1. assumere enzimi digestivi
  2. evitare cibi industriali
  3. avere una dieta antinfiammatoria
  4. assumere vitamina A e glutamina
  5. assumere cibi fermentati
  6. fare attività fisica
  7. ridurre lo stress
Qualche avviso dall'esperienza di Paolo Antolini per la psoriasi



Conferme che l'uso di antibiotici in tenera età aumenta di molto il rischio di malattie autoimmuni.


Aggiornamento 4/9/2016



La paleodieta dà buoni risultati in termini di dimagrimento e infiammazione sistemica in uno studio di 2 mesi su soggetti sani.
Un riassunto degli effetti delle diverse diete sulla sclerosi multipla.
Un video interessante del dott. Greger, vegan convinto, che sostiene che i vantaggi paleo sono dovuti esclusivamente alla rimozione dei cibi "moderni" e industriali.

I prodotti animali, ricchi di grassi, in particolare se allevati in maniera non adeguata,  possono causare permeabilità intestinale, endotossemia e infiammazione, tutti attivatori dei processi infiammatori e iperglicemizzanti.

Una dieta con bassa istamina e bassa quantità di alimenti istamino-liberatori migliora la dermatite atopica.

Aggiornamento 11/9/2016

Sembrerà strano, ma camminare scalzi, oltre che stare più a contatto con lo sporco, sembra attivare in maniera corretta il sistema immunitario, prevenendo e riducendo le malattie autoimmuni.

Secondo la dott.ssa Frassetto, la paleo è utile nelle prime fasi dell'insufficienza renale, migliorando la funzionalità glomerulare e riducendo il rischio di calcoli renali.

  Update 16/9/2016

In caso di infiammazione persistente dovuta a infezioni batteriche o altro, il metabolismo della vitamina D viene alterato. Il trattamento con olmesartan (farmaco antipertensivo) può ristabilire il corretto funzionamento del suo recettore per la vitamina D.
Anche la MayoClinic parla dei potenziali benefici della paleo, ma viene sottolineato che gli studi sono sempre meno rispetto alla necessaria quantità per dare linee guida.

  Update 22/9/2016


La paleo funziona non  solo per le proteine, ma soprattutto per la ricchezza di nutrienti dalle 3 tazze di verdura consigliate giornalmente.
Alcune idee per la colazione paleo.
La sindrome da fatica cronica (fibromialgia) sempre più legata al microbioma.
Le muffe possono influenzare l'espressione di anticorpi e del sistema redox, facendoci stare male in particolari ambienti.

Update 3/10/16 


Quando leggiamo che il fabbisogno di una certa vitamina è X, e che può essere coperto totalmente dall'alimentazione, quel valore è riferito ad una persona normale e in buona salute. Vi è evidenza crescente che le persone con malattie croniche e infiammatorie abbiano necessità sensibilmente più alte di nutrienti, come i folati e il magnesio ad esempio.


Update 5/10/16 


L'intolleranza alle proteine del latte è tipica di persone con sindrome da stanchezza cronica.

Il bravo Jared Siegler ci informa sulla pericolosità del H. Pylori e su tutto ciò che può causare, soprattutto se rimane silente. Dall'ulcera alle malattie autoimmuni ai tumori.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=917180332504&set=a.506464974374.2013561.140301926&type=3&theater

Il modo in cui l'alterazione dei microbi intestinali porti all'attivazione del sistema immunitario e alle malattie croniche.

10 consigli dal dott Hyman per migliorare le malattie autoimmuni e gli effetti collaterali dei farmaci per queste malattie.

L'Aspergillus, un comune fungo utilizzato anche per produrre vitamine ecc, può essere responsabile di induzione di autoanticorpi (e quindi malattia autoimmune) mediante mimetismo molecolare.

Update 7/10/16 

In alcuni casi la celiachia può essere conseguente all'infezione da candida, a causa della cross-reattività delle proteine. Per chi abbia la celiachia (o malattie autoimmuni legate al glutine) è inoltre necessario debellarla  a causa proprio della somiglianza tra glutine e proteine espresse dalla candida in fase attiva.

Tutto ciò che è controllato dal nostro microbiota: alergie, malattie metaboliche e autoimmuni, asma, debolezza ecc.



Update 10/10/16 

Secondo un sito la dieta gluten-free non risolve la permeabilità intestinale nei celiaci, che vanno comunque incontro a problemi di salute, come carenze vitaminiche e infiammazione sistemica.

Aggiornamento 12/10/2016

Come accennato prima, anche l'infezione da H. Pylori può determinare autoimmunità, anche tiroidea. Alcuni ceppi possono comunque comportarsi da "amici", proteggendoci dai vermi. Altri sono particolarmente difficili da scoprire perché riescono a non far sviluppare anticorpi se non nella prima fase dell'infezione.
Il prof Vojdani parla di autommunità e fattori ambientali.
Il microbiota dei malati di sclerosi multipla si conferma alterato.

Aggiornamento 14/10/2016

Le caratterizzazioni genetiche degli uomini paleo sono più complesse di quanto pensato, ma probabilmente fu una sola grande migrazione dall'Africa a diffondere gli ominidi nel mondo.



Aggiornamento 14/10/2016

Pubblico, col suo permesso, una foto del prima e dopo di un paziente che segue la dieta paleo per la psoriasi: dobbiamo ancora guarire completamente, ma il progresso è evidente. Bravo!


Perché usare il brodo d'ossa e come farlo.


Aggiornamento 17/10/2016

La barriera cellulare dello streptococco rappresenta un forte fattore di attivazione nella psoriasi.
Non solo il glutine può creare problemi, tra le proteine del grano. Anche gli inibitori dell'amilasi-tripsina possono scatenare problemi di tipo immunitario.

Aggiornamento 18/10/2016

La temperatura esterna (sia caldo che freddo) può influenzare i mitocondri e la loro risposta, chiamata cell danger response (risposta cellulare al pericolo) ha legami col sistema immunitario. Per questo alcune persone con malattie autoimmuni possono avere sensibilità alla temperatura in senso positivo o negativo.
Inoltre questa modalità, estremamente conservata negli esseri viventi, conferma che l'interpretazione del pericolo è univoca, sia che si tratti di presenza di molecole esterne, virus, batteri, parassiti, mancanza di cibo o altro. La reazione sarà sempre quella di risparmio energetico e attivazione dei segnali di sopravvivenza.
L'alterazione della funzionalità mitocondriale è alla base di tantissime malattie (autismo, asma, allergie, sensibilità alimentari, disturbi dell'umore, malattie autoimmuni, tumori ecc).



Aggiornamento 22/10/2016

L'importanza dei grassi da una prospettiva evoluzionistica: oggi assumiamo grassi molto diversi da quelli per cui siamo geneticamente progettati.

Una vecchia terapia potrebbe risolvere i problemi autoimmuni di qualcuno: quella con vermi intestinali, che modulano la permeabilità intestinale e l'immunità.

La paleo, un'opportunità per discutere su cosa ci faccia bene e cosa no.
Individuati 2 geni ancestrali correlati con la maggior resistenza alle infezioni ma anche con la maggior probabilità di avere malattie autoimmuni.

L'agricoltura fu probabilmente scoperta in più luoghi contemporaneamente, 10 mila anni fa, nel Medio Oriente.

Il bilancio tra batteri buoni e cattivi fa la differenza tra salute e malattia

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jhn.12371/full
Alcuni sono amici, altri no, anche se la distinzione spesso non è così netta.

La predisposizione alla psoriasi sembra associata ad alcuni geni che permettono una migliore guarigione dalle ferite, accumulo di grasso (thrifty genotype) e resistenza alle infezioni: per questo la sua predisposizione si è tramandata nell'evoluzione ma si manifesta solo con dei trigger ambientali (infezioni, mimetismo molecolare, cibo).

Aggiornamento 24/10/2016

Contrariamente a quanto ritenuto da alcuni, pare che le specie primitive si siano incrociate tra loro, quindi abbiamo diversità genetiche più grandi di quanto pensato finora.
Quali sono le cause di una malattia autoimmune come il lupus? Non sono castighi divini, come qualcuno pensa, ma sono attivatori ambientali in persone geneticamente predisposte: tra di esse troviamo infezioni, sostanze chimiche e farmaci, ALIMENTAZIONE, raggi UVB, alterazioni ormonali, invecchiamento.
Secondo un lavoro scientifico la vita media dei cacciatori-raccoglitori era (ed è) intorno ai 70 anni.
Rivoluzionarie scoperte sullo splicing delle proteine coinvolte nel sistema immunitario.
Un case-report (caso singolo) di persona guarita da tumore bronchiale con dieta paleo chetogenica.


Aggiornamento 28/10/2016

Cosa mangiavano i nostri antenati? Tutto quello che gli era possibile, dato che non era possibile scegliere: lo rivela l'analisi dentale dei fossili.
Trattare cellule dendritiche (responsabili della funzione di tolleranza immunitaria) con vitamina A annulla la risposta allergica al cibo in un modello animale, e può essere usata ance nelle malattie autoimmuni.
Nei colori utilizzati per i tatuaggi sono potenzialmente presenti sostanze tossiche che possono stimolare la risposta autoimmune.
Gli anticorpi per il lievito di birra sono spesso presenti in persone con colite ulcerosa, spondiloartrite, obesità, lupus.

Aggiornamento 1/11/2016

Un incrocio tra Nendertal e uomini provenienti dall'Africa durante il paleolitico ha determinato un rimescolamento del genoma andando ad influenzare anche le risposte immunitarie.

La quercetina (500mg al giorno) si rivela utile nell'artrite reumatoide, riduce l'infiammazione senza effetti collaterali.

I legami tra autoimmunità, microbiota e diabete di tipo 1, ancora abbiamo da scoprire, ma il quadro è più chiaro.

Le donne hanno acquisito l'attuale flora vaginale (lattobacilli) durante la rivoluzione agricola. La vagina è come un forno autopulente, non ha bisogno di saponi antibatterici, solo acqua, per non alterare la flora. L. crispatus sta emergendo come il supereroe della vagina!

Aggiornamento 3/11/2016

L'importanza dei virus per la nostra salute: elementi coi quali conviviamo e spesso possono dare
problemi, ma anche essere amici.

Un pediatra spiega perché vivere nell'eccessivo pulito fa male ai bambini e li espone alle allergie: i nostri microbi intestinali, oltre a essere fondamentali per la digestione, ci permettono di gestire ansia, stress e umore.

L'importanza del sistema immunitario nelle malattie del sistema nervoso: la glia nutre e protegge i neuroni.

Crescono le prove secondo cui la permeabilità intestinale preceda sempre l'autoimmunità.
Le persone con malattie autoimmuni sembrano avere un alterato metabolismo glucidico nelle cellule immunitarie.


Aggiornamento 8/11/2016

Sempre più studi indicano rapporto tra sclerosi multipla e microbiota.
Si cominciano a intuire complicate relazioni tra microbiota, funghi, virus, altri fattori ambientali e qualità delle citochine rilasciate.

Alcuni emulsionanti normalmente contenuti nei cibi processati sono legati ad alterazione della flora batterica e infiammazione di basso grado, e tutte le loro conseguenze: diabete, aumento di peso, tumore del colon, malattie autoimmuni.

Aggiornamento 9/11/2016

Gli uomini devono essere comunque considerati onnivori: i carnivori infatti hanno un genoma più selezionato, e hanno perso i geni per la digestione dei carboidrati.
Anche lo sport estremo è in grado di aumentare la permeabilità intestinale, anche in persone allenate.

Un post della collega Emmanuela Spirito sul metabolismo delle cellule immunitarie


L'infezione di un particolare E. coli, altamente adesivo, potrebbe essere alla base del morbo di Chron, almeno in alcuni casi.  Questo batterio fecale può essere contratto col cibo conservato o lavato male.
Alcuni legami tra dieta e osteoartriti suggeriti dai dietisti americani.


Aggiornamento 11/11/2016

Una rassegna delle diete e di ciò che attiva o riduce i sintomi gastrointestinali nelle malattie infiammatorie croniche (MICI).
Probabilmente è possibile individuare 2 grandi famiglie di genomi mitocondriali, uno paleolitico e uno neolitico. Speculando è possibile ipotizzare che al primo convenga seguire un regime paleo, al secondo un regime più legato ai prodotti dell'agricoltura. La questione è probabilmente ben più complessa.

Aggiornamento 15/11/2016

La puntata di ieri del programma spin-off di Report, Indovina chi viene a cena.
Il prof Fasano, ricercatore di Harvard Medical School, spiega bene come i prodotti moderni, in particolare il glutine e le farine lavorate, creino problemi intestinali che sfociano nelle malattie moderne, autoimmuni, diabete ecc

Conferme sull'importante influenza dell'incrocio tra Neanderthal e altri ominidi per la determinazione delle risposte immunitarie.
Gli antibiotici, sopprimendo anche le specie amiche, creano un ambiente favorevole per la crescita di specie nemiche, come la salmonella, perpetuando la diarrea e gli altri problemi. Reintegrare SEMPRE la flora intestinale.
Alcune specie hanno particolari forme di LPS che possono indurre tolleranza, insieme al latte materno, riducendo la possibilità di autoimmunità.



Aggiornamento 18/11/2016

In un piccolo trial, 4 giorni di simulazione di vita paleolitica hanno abbassato il grasso del 10%, ridotto indici di steatosi e omeostasi glucidica, aumentato la massa muscolare. Curiosamente, un indice di infiammazione (PCr) è aumentato. 
Le differenze tra il sistema immunitario europeo e quello dei pellerossa erano così forti che hanno portato a dei segni nel DNA dei nativi americani.
Il glutine ha un'azione diretta sulle cellule del sistema immunitario: questo può spiegare la sua influenza in molte malattie tra cui quelle autoimmuni. Vitamina D e A invece regolano correttamente l'azione delle cellule bianche.

Aggiornamento 21/11/2016

Un tempo si pensava "l'unico batterio buono è il batterio morto".
Oggi abbiamo capito che è giusto che i bambini, soprattutto nella "finestra di opportunità" (fino a 3 anni) abbiano contatti coi microbi per "allenare" il sistema immunitario e ridurre il rischio di tantissime malattie, asma, allergie, autoimmunità, autismo ecc.
Gli antibiotici spesso peggiorano la qualità dei microbi e sono quindi implicati in queste malattie.
La risposta metabolica ai diversi microbi non però è affatto scontata e varia soggettivamente.

Un blog con studi e referenze su dieta paleo.


Aggiornamento 23/11/2016

IGF-1, un fattore di crescita stimolato da alcuni cibi, ha una grande importanza nell'infiammazione e nell'immunità mediata dai macrofagi, ad esempio nelle vie aeree.
Il dott. Kresser ci spiega la differenza tra fonti di carboidrati

In paleodieta spesso si consigliano i prodotti fermentati
Ecco un caso in cui una paziente riferisce che le aumentano i dolori da artrite reumatoide.


Questo per far capire l'estrema soggettività alle sensibilità alimentari. Quello che fa bene a uno può essere deleterio per altri: il nostro sistema immunitario è molto complesso!

Un'altra guida alla reintroduzione dei cibi in paleo autoimmune, e quella all'uso dei grassi.

Aggiornamento 25/11/2016

I probiotici, interagendo con il sistema immunitario, possono contribuire a sanare ma anche ad aumentare la malattia: un effetto paradosso in cui trovare un bilanciamento è molto difficile. Finché non si riduce la permeabilità intestinale è opportuno non integrare.
Inoltre bisogna considerare se una malattia ha una dominanza Th1 o Th2: la polarizzazione del linfociti va infatti trattata in modo diverso.


Aggiornamento 28/11/2016

Copio e incollo un post di Paolo Antolini sulla candida

CIAO SONO LA CANDIDA
Ciao Amico, è da un po' che ti volevo dire queste cose, adesso ci tengo proprio a spiegarti come funziono, così tu possa creare le condizioni che mi permettono di proliferare dentro il tuo pancino..
CHI DEVE LEGGERE
Tutti quelli che soffrono di psoriasi, soprattutto le forme inverse ( genitali e pieghe)
Tutti quelli che hanno fatto terapia di immunosoppressione
Tutti quelli che soffrono di tiroide in modo manifesto o sublinico
COSA AMO
Per stare bene io ho bisogno di 3 cose:
- Tanti zuccheri semplici, mangia zucchero, dolci, miele, frutta zuccherina e io starò proprio bene, il mio top sono i dolci industriali, GNAM GNAM, ci penso io a farti venire una grande voglia di dolci sempre, così non mi affamerai mai
- PH ACIDO, se mi fai stare nel mio ph acido vado da dio...
- Stressati tanto e tieni il tuo sistema immunitario soppresso, usa antibiotici che uccidono i miei nemici batteri e mi fanno stare bella larga a mangiare pappa
COSA ODIO
Odio quando mangi pulito, ho BISOGNO DI ZUCCHERI, se mangi riso, proteine e grassi di qualità e stai distante dal cibo industriale, per me è un problema
Odio il ph basico, se prendi del bicarbonato, basta anche un cucchiaio da te nell'acqua due volte al giorno, lontano dai pasti e l'aumento del ph intestinale mi fotte
Odio il cocco e gli altri acidi grassi a catena corta come il caprilico e il butirrico
Odio il boulardii, è un altro lievito mio cugino, ma che mi porta via tutto lo spazio e mi impedisce di diventare grande
Odio la barbericina, l'origano, i semi di pompelmo e tante altre sostanze
Odio il tuo sistema immunitario, perchè quando funziona bene mi tiene sotto controllo tranquillamente
NON CERCARMI TANTO NON MI TROVI
Le uniche maniere per trovarmi sono cercare l'arabinolo nelle urine, ma tu vivi in Itaglia e non si può, cercarmi nel sangue in campo oscuro, molto difficile, oppure nelle feci, ma ti do un sacco di falsi negativi...
PS puoi anche sputare in un bicchiere, se il tuo salivo nell'acqua fa fili, e precipita, facile che io ci sia..
Ma poi chi te lo fa fare di avere una conferma scritta, se hai inversa tranquillo io ci sono...se sono nella tua vagina, sono ovunque..
Ecco adesso spero che tu ne sappia qualcosa di più di me...trattami bene sarò la tua migliore amica..

La tua ( spero non) per sempre CANDIDA ALBICANS...



Aggiornamento 29/11/2016

Le infezioni più comunemente associate con artrite reumatoide. Inoltre tra i peggiori fattori di rischio c'è il fumo.

Aggiornamento 2/12/2016


Siamo contenti!

Il mio nuovo post sul glutine e sulle varietà moderne di grano.

Aumentano le prove sulla presenza di permeabilità intestinale nella sclerosi multipla.



Aggiornamento 5/12/2016

La paleo va bene per tutti? assolutamente no. Chi ha gli anticorpi (magari dovuti ad un'infezione e al mimetismo molecolare) contro le proteine della gelatina di vitello sicuramente non può andare a mangiare brodo d'ossa. Il protocollo dev'essere personalizzato.
In particolare è necessario trovare, in caso di sbilanciamenti del sistema immunitario, l'equilibrio tra risposta Th1 e Th2.

https://selfhacked.com/2014/07/18/supplements-people-th2-dominant/

Aggiornamento 9/12/2016

Alcune ricette natalizie per il protocollo paleo-autoimmune.
In un modello animale (maiali) il selenio, insieme alla vitamina E, riduce lo stress ossidativo e la permeabilità intestinale dovuta a stress (in questo caso ipertermia).
La riattivazione dell'EBV (virus della mononucleosi, malattia del bacio) si lega fortemente con malattie autoimmuni. La tiroidite di Hashimoto a moltissime infezioni.

Il mio nuovo articolo su glutine ed evoluzionismo.
La pratica del parto cesareo sta portando a cambiamenti evoluzionistici: se prima bambini con una testa troppo grande erano talvolta destinati a morire durante il parto, ora vengono spesso fatti nascere con questa tecnica, e quindi la tendenza ad una testa più grande viene ereditata nelle generazioni. Questo è possibile in pochi anni perché appunto riguarda modificazioni nei primissimi istanti di vita. Modificazioni che favoriscono o meno la sopravvivenza dopo l'età della riproduzione (esempio morte precoce attorno ai 40 anni) difficilmente vengono ereditate.

Aggiornamento 12/12/2016

La caratterizzazione del microbiota, dei virus e dei funghi tipici delle malattie autoimmuni: si conferma la candida come onnipresente. Uno dei problemi maggiori è la formazione di biofilm che rendono molto resistente la colonia di organismi.

Un esempio di dieta paleo, scoperto da alcuni studiosi, abbastanza simile a quello che ci aspettavamo: una prevalenza di vegetali non coltivati, probabilmente più amido del previsto e alcune carni selvatiche.


Aggiornamento 14/12/2016

Un'ottima ricetta per provocare permeabilità intestinale e tutto ciò che ne deriva (disbiosi, diabete, malattie autoimmuni, steatosi epatica, danni renali ecc) è la dieta occidentale ad alto contenuto di grassi e basso di vitamina D.
Si favorisce inoltre l'H. pylori e si distrugge l'Akkermansia, un batterio antiobesità.
Prima di fare una dieta low carb o chetogenica è meglio non essere in disbiosi e avere livelli sufficienti di vitamina D, che previene la permeabilità.

Il legame tra malattie gengivali e artrite reumatoide: un particolare batterio rilascia tossine che la innescano. Alcuni rimedi per i reumatismi.
Alcuni consigli per le diverse forme di psoriasi.



Aggiornamento 17/12/2016

L'importanza di molti ceppi batterici per l'autoimmunità, l'umore, la risposta allo stress ecc


In particolare il Bifidobacterium infantis, riesce a incrementare il triptofano e così migliorare umore, depressione e ansia


Aggiornamento 19/12/2016

Il bacillo L. reuteri sembra modulare positivamente la risposta immunitaria Th1 e Th2 e potrebbe essere la chiave per la guarigione delle malattie autoimmuni.
Molti altri batteri invece, come alcune specie di lattobacilli e bifidobatteri, H. pylori, o funghi come la candida, o virus come HCV e CMV, confermano il loro effetto di determinare autoimmunità, anche tiroidea.



Aggiornamento 21/12/2016

Ulteriori prove su cosa si mangiava nel paleolitico: nell'attuale Spagna, 1,2 milioni di anni fa, verdure e carne cruda. Tuttavia erano presenti anche almeno 2 piante amidacee, parenti dei cereali: sicuramente non era un consumo elevato, ma c'era. La cottura sembra risalire ad 800 mila anni fa invece, per alcune piante a molto meno. Lo spazzolamento dei denti 50 mila.

Uno speciale su Nature sul microbiota e la IBS: spicca la teoria dell'igiene applicata alle malattie intestinali.

Un batterio tipico delle malattie parodontaliAggregatibacter actinomycetemcomitans, induce modifiche (citrullinazione) nelle proteine dei neutrofili, una classe di globuli bianchi. Questa modifica è tipica nelle persone affette da artrite reumatoide, e lo sviluppo del batterio è contrastato dai bifidobatteri, in particolare B. adolescentis

Aggiornamento 23/12/2016

Cosa succede se nell'intestino manca una proteina, ZG16, che tiene lontani i batteri dalla mucosa? I batteri entrano nel sangue, creano infiammazione e il topo ingrassa e si ammala di diabete. Finché persiste la condizione infiammatoria non è possibile né dimagrire né guarire dal diabete. Sistema immunitario e omeostasi energetica sono solidamente legati.

La vitamina D previene e cura, nel modello animale, la sindrome metabolica, le alterazioni del microbiota, la steatosi epatica mediante la riduzione della permeabilità intestinale.

Aggiornamento 27/12/2016

L'importanza delle vescicole extracellulari, nella regolazione dell'omeostasi energetica, glicemica (diabete) e autoimmunità. Questo avviene soprattutto regolando l'espressione genica: le proteine non vengono prodotte anche se ci sono i geni che le codificano.
Le fonti sul legame tra malattie autoimmuni e cibo sono sempre di più e sempre più autorevoli: anche il National Institutes of Health
Le donne soffrono più spesso di malattie autoimmuni perché una via immunitaria è particolarmente controllata dagli ormoni femminili.


Aggiornamento 2/1/2017

Per ridurre il contenuto di antinutrienti in molti vegetali, e nei semi in particolare, è possibile lasciarli ammollati per alcune ore, possibilmente al buio.
Il recettore per gli arili è attivato dalle diossine e aumenta il rischio di malattie autoimmuni. La conclusione della relazione è che le malattie autoimmuni si hanno quando sono compresenti 3 fattori: microbiota proinfiammatorio, cellule T con autoanticorpi, profilo genetico predisponente. Io aggiungerei permeabilità intestinale.

Una critica simile alla mia alla dieta paleo: non vi è sostenibilità ambientale!


Aggiornamento 6/1/2017

In un modello animale di gotta, la dieta ad alto contenuto di fibra riduce l'infiammazione. Infatti l'acetato che si forma con la fermentazione batterica è in grado di ridurre l'aggressività dei globuli bianchi e il rilascio di molecole responsabili del dolore

Ricordate sempre che le malattie partono dall'intestino!


La mancanza di sonno altera anche la funzionalità del sistema immunitario, predisponendo per malattie autoimmuni e infiammatorie. In pratica si abbassa durante il sonno e si "riassetta", e se manca questa fase non è in grado di funzionare bene.

Un ottimo articolo che spiega perché i vegetali contengono antinutrienti, perché ad alcuni fanno male e ad altri no, e come si può ridurne la quantità.

I Neanderthal, incrociandosi con le donne dei nostri antenati, potrebbero aver avuto dei problemi nel cromosoma Y che ha portato alla nascita di maschi non adatti alla riproduzione, determinandone così l'estinzione.

Alcune carenze nutrizionali legate alla stanchezza cronica.

Aggiornamento 10/1/2017

La vitamina D aumenta l'espressione di un gene che viene soppresso nella sclerosi multipla e in generale nelle malattie autoimmuni

Il protocollo paleo cambia sempre in positivo il microbiota? No, su alcune specie capita che non ci sia miglioramento.

Alcuni virus intestinali potrebbero essere tra la cause scatenanti del diabete di tipo I

Alcune interessanti pagine su dieta, stile di vita, alimentazione e malattia, sul protocollo autoimmune (cosa mangiare), fibromialgia ecc

Aggiornamento 12/1/2017

La leptina è un crocevia tra metabolismo, immunità e infiammazione: la sua alterazione porta ai problemi di autoimmunità, peso, diabete ecc

Lo stress aumenta il rischio delle malattie cardiovascolari, e non solo: tumori, malattie infiammatorie e autoimmuni. Per anni questi legami sono stati solo ipotizzati e i soliti cretinetti che non vedevano oltre il loro naso lo negavano. Ora si è scoperto il meccanismo: lo stress aumenta la produzione di globuli bianchi infiammatori a livello del midollo osseo. Questo porta anche ad attivazione dell'amigdala, la zona cerebrale attivata in caso di allarme.


Aggiornamento 17/1/2017

Lo stretto legame tra latticini, uova e artrite reumatoide.
La ricetta del brodo d'ossa e le sue importanti proprietà.
Come si fa a ridurre il rischio che il nostro sistema immunitario "impazzisca" e scambi parti di nostre cellule per microbi da attaccare (autoimmunità)? Un modo molto semplice è quello di avere livelli di vitamina D normali. Sole, uova, pesci grassi e integrazione (NON latticini) le migliori fonti

Aggiornamento 18/1/2017


I danni fatti dall'uso indiscriminato di antibiotici, che provoca l'impoverimento della flora, soprattutto se non viene correttamente reintegrata. Permeabilità intestinale, allergie, scorretta risposta immunitaria.

L'infiammazione è il miglior "amico" dell'invecchiamento. Più dura, più va avanti il processo di aging, e ognuno deve trovare la dieta per sé che non lo faccia infiammare.

Nel modello animale la dieta occidentale, ricca di zucchero e grassi saturi, provoca stress ossidativo e annulla i vantaggi ormonali che proteggono le arterie delle femmine di topo

Aggiornamento 21/1/2017

La vitamina D ha un uso terapeutico potenziale nelle malattie autoimmuni, funziona bene in chi è carente ma non si è ancora dimostrato che in tutti i malati livelli più alti possano curare.

B. longum appare protettivo nelle malattie autoimmuni e intestinali, prevenendo la permeabilità intestinale



Aggiornamento 23/1/2017

Un nuovo studio chiarisce le migrazioni degli uomini dalle loro origini.

Aggiornamento 28/1/2017

Sempre più complicati gli incroci tra i nostri antenati

La piramide della dieta di Terry Wahls

Un suo nuovo post a favore della sua dieta in caso di trauma cerebrale, in modo da ridurre la situazione infiammatoria e favorire la rigenerazione


Le malattie infiammatorie croniche intestinali (Crohn, colite ulcerosa ecc) hanno un'incidenza 3 volte superiore a quanto ipotizzato



Aggiornamento 1/2/2017

Il citomegalovirus potrebbe essere responsabile delle morti cardiovascolari nelle persone con artrite reumatoide.

Secondo un nuovo report di esperti di paleodieta, le patate, mangiate con moderazione, possono essere inserite nella dieta, non durante il protocollo autoimmune.
Il B. bifidum riduce, tramite il suo prodotto acetato, la permeabilità intestinale.


Aggiornamento 2/2/2017

Il cocco, o meglio i suoi grassi, si confermano un'ottima risorsa contro la candida.
Tutti i dubbi sulla sindrome della permeabilità intestinale chiariti da un articolo su Authoritynutrition .com

Le alternative paleo al caffè, soprattutto nella prima fase di protocollo autoimmune

Le persone con diabete di tipo 1 (autoimmune) mostrano specifiche alterazioni della mucosa e del microbiota a livello duodenale

Gli alimenti che favoriscono l'artrite secondo il PCRM


Condivido un post molto interessante di Corrado Penna tratto dal gruppo Psoriasi, sull'importanza delle infezioni nelle malattie autoimmuni


Agenti infettivi , vitamina D e malattie autoimmuni

Il dottor Truss nel suo libro "The missing diagnosisi" discute ampiamente della candidosi sistemica come causa o concausa delle malattie autoimmuni, ma più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr, l’agente infettivo che causa la mononucleosi. Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo). Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare: quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come estreno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine). Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi. Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione. Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo inizare a comprendere dei meccanismi fino ad ora poco chiari.

Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante, dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro. Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva (causando non solo mononucleosi, ma persino casi di meningo-encefalite) quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario. Ovviamente anche la disbiosi con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr. Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

Iniziamo quindi ad analizzare l’articolo scientifico Immune responses to Epstein-Barr virus in individuals with systemic and organ specific autoimmune disorders (“Risposte immunitarie al virus Epstein-Barr in individui con disturbi autoimmuni sistemici e legati a organi specifici”)[1], nel quale si legge infatti che “sono diverse le infezioni virali (compreso il virus Epstein-Barr) che sono implicate nella patogenesi dei disturbi autoimmuni”. Lo studio ha controllato la presenza nel sangue di anticorpi contro tale virus nei malati di patologie autoimmune e nei soggetti di controllo sani. Lo studio ha coinvolto 44 malati di artrite reumatoide, 25 di triroidite di Hashimoto e poi un pari numero di soggetti di controllo (campione simile per età, sesso e altre condizioni di salute) . Il risultato è che tra i malati di artrite reumatoide il 52% aveva gli anticorpi al virus, stessa percentuale per i malati di tiroidite di Hashimoto, a differenza del 30% dei soggetti sani del gruppo controllo. Ma quel che più conta è che l’intensità degli anticorpi era decisamente più alta nei pazienti con condizioni autoimmune rispetto alle persone del gruppo di controllo che pure avevano gli anticorpi al virus EB.

L’articolo A possible link between the Epstein-Barr virus infection and autoimmune thyroid disorders[2] ci informa che precedenti infezioni da virus EB sono associate con I linfomi e possono causare anche malattie allergiche ed autoimmuni. Inoltre leggiamo nell’articolo che il virus EB modifica la risposta del sistema immunitario della persona che lo ospita e che, sebbene resti in uno stato latente per gran parte della vita della persona, a volte una grave malattia correlata alla presenza del virus EB si può sviluppare a distanza di tempo dall’infezione, e questo potrebbe anche spiegare i sintomi di esacerbazione di molte patologie autoimmuni. Le malattie attualmente correlate ad infezioni da virus EB sono il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjögren e l’epatite autoimmune. Riguardo alle tiroiditi autoimmuni gli auotori affermano che il virus EB, sebbene non sia necessariamente l’unica e sola causa, può essere considerato uno dei fattori che contribuiscono alla genesi della malattia.

L’articolo Antiviral immune responses: triggers of or triggered by autoimmunity? (“Risposta immunitaria antivirale: fattore scatenante o scatenata a sua volta dall’autoimmunità?”) [3], ci informa che la genetica può essere solo un fattore che predispone alla patologia autoimmune, come ci mostrano le differenti condizioni di salute di gemelli identici e la distribuzione geografica delle malattie, che mostrano la concausa di fattori ambientali, alcuni dei quali potrebbero essere di natura infettiva.

L’articolo Epstein-Barr virus and systemic lupus erythematosus (“Il virus Epstein-Barr ed il lupus eritematoso sistemico”)[4] discute della scoperta di nuovi meccanismi di mimetismo molecolare collegati al virus EB che possono essere alla base dell’insorgere della malattia, e cita numerosi articoli recenti che hanno dimostrato come il carico virale da virus EB, l’aumentato numero di linfociti B periferici con infezione latente, e la maggiore presenza del DNA del virus tra i malati di lupus eritematoso sistemico rispetto ai soggetti sani del gruppo di controllo.

L’articolo Are Mycobacterium avium subsp. paratuberculosis and Epstein-Barr virus triggers of multiple sclerosis in Sardinia? (“Il Micobatterio avium paratuberculosis ed il virus Epstein Barr sono fattori scatenanti della sclerosi multipla in Sardegna?”)[5] ci mostra che Mycobacterium avium paratuberculosis (MAP) non solo è stato trovato nel 27,5% dei malti di sclerosi multipla, ma che è stata pure trovate una risposta immunitaria estremamente alta contro una proteina di questo micobatterio che è somigliante ad una proteina della mielina umana, il che porta a sospettare un caso di reazione incrociata ovvero di mimica molecolare.

La capacità della vitamina D (quando è presente in quantità sufficiente nel nostro organismo) di regolare il sistema immunitario (facendo sì che sia più forte contro gli agenti infettivi e meno diretto contro i propri tessuti), nonché la sua capacità di diminuire l’infiammazione, fanno sì che le malattie autoimmuni spesso sia correlate a bassi livelli di vitamina D nel sangue. Più va avanti la ricerca e più si scopre che la carenza di vitamina D è spesso collegata all’insorgenza di tali malattie, e che l’integrazione di vitamina D è utile nella cura. Questo può essere anche addebitato al fatto che la vitamina D ha un potente effetto antimicrobico, anti fungino e anti infettivo in generale. Sono alquanto recenti, alcune recentissime, le scoperte sulla capacità della vitamina D di potenziare le nostre difese immunitarie e di permetterci di combattere efficacemente tutta una serie di patogeni come Candida, Streptococco, Stafilococco e per l’appunto anche il virus Epstein Barr.

L’articolo Antimicrobial implications of vitamin D[6] per esempio ci informa che la vitamina D aiuta a combattere le infezioni stimolando diversi meccanismi di protezione, per esempio fortificando l’immunità innata producendo peptidi anti-microbici (AMP) e attivando i globuli bianchi, col risultato di potenziare le difese immunitarie contro ogni tipo di infezione batterica eccetto la Leismaniosi. Il vantaggio, sottolineano gli autori, di puntare su un normale livello di vitamina D nel sangue invece che sugli antibiotici, è sia economico che sanitario, visto la crescita del fenomeno della resistenza agli antibiotici dei nuovi ceppi batterici. L’articolo Antibacterial effects of vitamin D[7], nel riportare informazioni molto simili al precedente, puntualizza che molte informazioni sull’attività antibatterica della vitamina D sono apparse evidenti a partire dal 2005 (e quindi si tratta di informazioni spesso ignorate dai medici che non avuto voglia e tempo di agigornarsi).

In particolare la Catelicidina uno dei peptide summenzionati, è efficace contro batteri gram-positivi e gram-negativi, ma anche funghi e micobatteri, che si trovano in diversi tessuti tra i quali la pelle, e le mucose del sistema respiratorio e gastrointestinale[8]. L’articolo Vitamin D3 a new drug against Candida albicans (“Vitamina D3 un nuovo farmaco contro la Candida albicans”) [9], riferisce di un esperimento in vitro che mostra come la vitamina D3 contrasti la Candida (ad una concentrazione però circa 1000 volte maggiore di quella che generalmente si trova nel sangue degli esseri umani).

L’articolo Bimodal Influence of Vitamin D in Host Response to Systemic Candida Infection-Vitamin D Dose Matters[10] mostra che i pazienti sofferenti di candidosi sistemica hanno una minore livelli di vitamina nel sangue, e che topi con infezioni da candida che ricevono una integrazione di basse dosi di vitamina D3 hanno una minore quantità di funghi nel proprio corpo e sopravvivono più a lungo dei topi con infezioni da cvandida che non ricevono la vitamina D. Curiosamente con dosi più alte di vitamina D i risultati sono stati scarsi; secondo gli autori la risposta pro-infiammatoria indotta da basse dosi di vitamina D è utile nel contrastare la Candida, a differenza della risposta anti-infiammatoria indotta da dosi più alte. Da notare sempre che questo risultato è stato ottenuto con dei topi e non con degli esseri umani, ma un altro studio (in vitro) su cellule umane ha determinato un simile cambiamento nelle citochine indotte dalla Candida albicans[11].

Che anche il lupus eritematoso sia correlato alla carenza di vitamina D, come già abbiamo visto per molte altre patologie autoimmuni, ce lo confermano diversi articoli scientifici. Sull’articolo Vitamin D in systemic lupus erythematosus[12], leggiamo non solo che un certo numero di studi recenti hanno dimostrato la correlazione tra il lupus eritematoso sistemico e la carenza di vitamina D, che la malattie è più diffusa tra chi è carente di tale sostanza, che l’attività della malattia è inversamente proporzionale ai livelli di vitamina D nel sangue, e che inoltre che esperimenti in vitro hanno dimostrato che la vitamina D può guarire le anomalie immunologiche caratteristiche di tale patologia.

Tornando al rapporto tra infezioni che innescano le malattie autoimmuni e la carenza di vitamina D, l’articolo Association Between Acute Infectious Mononucleosis and Vitamin D Deficiency[13] discute della carenza di vitamina D e dell’infezione da virus EB, entrambi fattori che predispongono alla sclerosi multipla. Gli autori hanno scoperto che i pazienti che hanno contratto la mononucleosi infettiva (malattia, ricordiamo, causata dall’infezione del virus EB) avevano livelli di vitamina D molto più bassi rispetto alle persone del gruppo di controllo. I due fattori di rischio potrebbero quindi anche essere correlati.

Similmente l’articolo Effect of high-dose vitamin D3 supplementation on antibody responses against Epstein-Barr virus in relapsing-remitting multiple sclerosis[14] ci mostra come nei pazienti di sclerosi multipla che assumono vitamina D (fino a raddoppiare il proprio livello ematico) diminuisce la quantità di anticorpi al virus Epstein Barr, segno che l’infezione latente del virus viene affrontata con successo dal sistema immunitario.

L’articolo The autoimmune risk gene ZMIZ1 is a vitamin D responsive marker of a molecular phenotype of multiple sclerosis[15] mostra un legame tra la sclerosi multipla e certe predisposizioni genetiche, che possono però essere inibite/mitigate da adeguati livelli di vitamina D, ma che sono correlate anche alla presenza di anticorpi al virus EB.

Anche l’articolo The epidemiology of multiple sclerosis: insights to a causal cascade[16], indica le cause della sclerosi multipla in una predisposizione genetica da una parte, e in due fattori ambientali principali che la possono scatenare: la carenza di vitamina D e l’infezione da virus EB.

L’articolo Herpes virus in Alzheimer's disease: relation to progression of the disease[17] descrive i risultati di uno studio sul collegamento tra vari virus della famiglia degli Herpes eil morbo di Alzheimer. Sono stati trovati effettuato studiando la presenza dei virus nel cervello e nei ni leucociti sanguigni periferici; mentre non è stata trovata traccia di Citomegalovirus (CMV) l’EB è stato trovato nel 6% dei cervelli dei malati di Alzheimer, nel 45% dei leucociti dei malati ( al confronto del 31% dei soggetti sani del gruppo di controllo), e l’Human Herpes virus-6 è stato scoperto nel 23% dei leucociti dei malati (contro il AD and 4% del gruppo di controllo) e nel 17% dei cervelli dei malati. Inoltre, cosa particolarmente importante, in un gruppo di anziani seguiti per 5 anni, i casi di positività all’ EBV e all’HHV-6 sono aumentati nel gruppo dei malati di Alzheimer, ed è aumentata la reazione del sistema immunitario sia al CMV che all’EBV.

L’articolo Hypothesis: a role for EBV-induced molecular mimicry in Parkinson's disease[18] indica tra le cause del morbo fattori ambientali (tra cui fattori infettivi) e predisposizione genetica e ipotizza che l’aggregazione della proteina neuronale alfa-sinucleina (caratteristica della malattia), potrebbe essere un fenome autoimmune indotto dal virus Epstein-Barr. Infatti gli autori hanno scoperto la forte similitudine tra l’alfa-sinucleina e una proteina del virus, che potrebbe indurre un fenomeno di mimetismo molecolare (ovvero di cross-reattività); in altre parole, in alcuni individui geneticamente predisposti, gli anticorpi al virus causerebbero la suddetta aggregazione proteica. Ci sono indizi che il fenomeno inizi nel sistema nervoso intestinale per poi propagarsi fino al cervello.

L’articolo The association between infectious burden and Parkinson's disease: A case-control study[19], mostra che il carico complessivo degli agenti infettivi cytomegalovirus, virus Epstein-Barr, Herpes Simplex virus di tipo 1, Borrelia burgdorferi (il patogeno responsabile della malattia di Lyme), Chlamydophila pneumoniae (che può causare polmonite atipica) ed Helicobacter pylori è decisamente maggiore nei malati di Parkinson rispetto ai soggetti sani del gruppo di controllo.

L’articolo Viral Parkinsonism[20], ricorda che ci sono numerosi virus che possono proliferare nel sistema nervoso, e che possono causare encefalopatie, patologie che possono causare a loro volta i sintomi del parkinsonismo, a volte persino in maniera permanente. Sono diversi i virus che possono causare encefalopatie (anche i virus influenzali e il Coxsackie) e ci sono casi documentati di encefalite letargica o di altre infezioni che causano sintomi molto simili a quelli del parkinsonismo e del morbo di Parkinson vero e proprio, e del resto alcuni virus influenzali possono aggredire il sistema nervoso. Gli autori mostrano che ci sono casi in cui l’agente scatenante di una encefalite causa i suoi deleteri effetti anche a distanza di anni, forse per un prima attivazione del sistema immunitario che predispone alla malattia, ed un successivo fattore scatenante che le da origine. Gli autori osservano che molte virus aggrediscono il sistema nervoso e poccono indurre una “tempesta di citochine nel cervello” che a sua volta innesca dei cambiamenti (come l’attivazione della microglia) che possono perdure a lungo dopo che l’infezione iniziale è scomparsa. Un second fattore, anche a distanza di anni, e anche di natursa non virale, potrebbe portare all’insorgere vero e proprio di una reazione autoimmune che porta alla malattia.

L’articolo Parkinson-like syndrome as the major presenting symptom of Epstein–Barr virus encephalitis[21], oltre a segnalare che anche morbillo ed Herpes virus sono riconosciuti fra le possibili cause di sindrome parkinsoniana, riferisce del caso di un ragazzino di 12 anni che ha sviluppato tale sindrome in seguito ad infezione da Epstein Barr, i cui sintomi neurologici sono pian piano spariti.

L’articolo What caused all these troubles, anyway? Epstein Barr virus in Sjögren’s Syndrome re-evaluated[22] premette che alcuni virus della famiglia degli herpes causano una infezione che dura per tutta la vita, che perdura sotto una forma cronica e latente. In tale forma restano indisturbati senza che il sistema immunitario li identifichi e li distrugga, ma quando il virus si riattiva il nostro sistewma immunitario reagisce vigorosamente. Sebbene un’infezione latente si possa trovare nel 95% delle persone, le manifestazioni cliniche del virus (quando si attiva o si riattiva) quali la mononucleosi ed il linfoma di Burkitt, sono tutto sommato piuttosto rare. La sindrome di Sjögren è una malattia infiammatoria autoimmune, che porta alla distruzione di alcune ghiandole esocrine (ghiandole lacrimali e ghiandole salivari), e che presenta lacune somiglianze con il lupus eritematoso sistemico, malattia per la quale già ci sono diversi indizi che sia correlata al virus Epstein-Barr. Gli autori hanno scoperto che certe strutture ectopiche linfoidi, presenti nelle ghiadole aggredite, possono essere un ambiente in cui il virus EB resta latente e poi si riattiva innescando una reazione autoimmune a causa del meccanismo di mimetismo molecolare, e che il virus (nei pazienti che soffrono di questa sindrome) tendono ad infettare proprio quei linfociti B che producono gli anticorpi specifici all’interno delle suddette strutture.

[1] Pubblicato su Indian Journal of Medical Microbiology 2010 Apr-Jun;28(2):120-3, autori Kannangai R, Sachithanandham J, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20404456.

[2] Pubblicato su Central European Journal of Immunology 2016;41(3):297-301, autori Dittfeld A, Gwizdek K, Michalski M, Wojnicz R; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27833448.

[3] Pubblicato su Nature Reviews. Immunology 2009 Apr;9(4):246-58, autori Münz C, Lünemann JD, Getts MT, Miller SD; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19319143/.

[4] Pubblicato su Current Opinion in Rheumatology 2006 Sep;18(5):462-7, autori James JA, Harley JB, Scofield RH; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16896283.

[5] Pubblicato su Multiple Scelrosis. 2012 Aug;18(8):1181-4, autori Cossu D, Masala S, Cocco E, Paccagnini D, Frau J, Marrosu MG, Sechi LA.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22261119.

[6] Pubblicato su Dermatoendocrinology 2011 Oct-Dec; 3(4): 220–229, autori Youssef DA, Miller CWT, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3256336/.

[7] Pubblicato su Nature Reviews Endocrinology 7, 337-345 (June 2011), autore Martin Hewison http://www.nature.com/…/jou…/v7/n6/full/nrendo.2010.226.html.

[8] Vedi l’articolo Association between serum 25-hydroxyvitamin D level and upper respiratory tract infection in the Third National Health and Nutrition Examination Survey, pubblicato su Archives of Internal Medicine. 2009 Feb 23;169(4):384-90, autori Ginde AA, Mansbach JM, Camargo CA Jr. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19237723, articolo completo su https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3447082/.

[9] Pubblicato Journal of Mycological Medicine 2016 Nov 16. pii: S1156-5233(16)30223-2 [Epub ahead of print], autori Bouzid D, Merzouki S, Bachiri M, Ailane SE, Zerroug MM; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27865660.

[10] Pubblicato su Journal of Infectious Diseases 2015 Aug 15;212(4):635-44, autori Lim JH, Ravikumar S, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25612733.

[11] Vedi 1,25-dihydroxyvitamin D3 modulates cytokine production induced by Candida albicans: impact of seasonal variation of immune responses Pubblicato su Journal of Infectious Diseases 2011 Jan 1;203(1):122-30, autori Khoo AL, Chai LY, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21148505.

[12] Pubblicato su Current Opinion in Rheumatology 2008 Sep;20(5):532-7, autori Kamen D, Aranow C; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18698173.

[13] Pubblicato su Viral Immunology 2016 Sep;29(7):398-400, autori Maghzi H, Ataei B, Khorvash F, Yaran M, Maghzi AH.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27505106.

[14] Pubblicato su Multiple Sclerosis 2016 Jun 20. pii: 1352458516654310. [Epub ahead of print], autori Røsjø E, Lossius A, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27325604.

[15] Pubblicato su Journal of Autoimmunity. 2017 Jan 4. pii: S0896-8411(16)30284-0. [Epub ahead of print], autori Fewings NL1, Gatt PN1, McKay FC1, Parnell GP1, Schibeci SD1;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28063629.

[16] Pubblicato su Handbook of Clinical Neurology 2016;138:173-206, autore Goodin DS; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27637959.

[17] Pubblicato Neurobiology of Aging. 2014 Jan;35(1):122-9, autori Carbone I, Lazzarotto T, Ianni M, Porcellini E, Forti P, Masliah E, Gabrielli L, Licastro F; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23916950.

[18] Pubblicato su Parkinsonism & Related Disorders 2014 Jul;20(7):685-94, autori Woulfe JM, Gray MT, Gray DA, Munoz DG, Middeldorp JM; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24726430.

[19] Pubblicato su Parkinsonism & Related Disorders 2015 Aug;21(8):877-81, autori Bu XL, Wang X, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26037459.

[20] Pubblicato Biochimical and Biophysical Acta. 2009 Jul; 1792(7): 714–721. Haeman Jang, David A. Boltz, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4642437/.

[21] Pubblicato su Archives of Disease in Childhood. 2002 Oct; 87(4): 358, autori J Hsieh, K Lue, and Y Lee; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1763051/.


[22] Pubblicato su Arthritis Rheumatology. 2014 Sep; 66(9): 2328–2330, autori Harley JB, Zoller EE;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4203322/.

Aggiornamento 10/2/2017


Interessante immagine condivisa dal dott Luchi

Alcuni, tra cui purtroppo anche persone laureate, continuano a pensare che il diabete giovanile (e le altre malattie autoimmuni) sia un castigo divino e non sia dovuto a fattori ambientali. Uno dei probabili fattori è il latte vaccino. Allora perché non tutti quelli che lo assumono si ammalano? Perché è necessaria una predisposizione genetica, epigenetica e una particolare flora intestinale. Basta evitare il latte per prevenire la malattia? No, perché è una malattia complessa che è dovuta a molteplici fattori. Altri sono gli AGEs, lo zucchero, la povertà nutrizionale (poche vitamine, in particolare A e D, e omega 3). Tutti dovrebbero evitare il latte? No, in persone sane, senza predisposizioni particolari un consumo moderato può non avere conseguenze negative. Il latte è necessario per crescere forti e sani? No, lo si può essere anche senza questo alimento.

Aggiornamento 13/2/2017

La dieta Pegan (paleovegan)

La disbiosi, in particolare una sovracrescita di E. coli, può essere indicata dalla produzione di alcuni metaboliti, come il formiato. Questo determina infiammazione sistemica e tutto ciò che ne consegue.
In particolare E.coli può costituire un link tra Crohn e spondiloartrite


Aggiornamento 16/2/2017


La "cafeteria diet", dieta occidentale ad alto contenuto di zuccheri e grassi, attiva l'infiammazione intestinale e lo stress ossidativo, determinando alterazione degli equilibri intestinali, come  un'alterata permeabilità intestinale, che determinano insulino-resistenza, aumento di peso e diabete.

Alcune diversità genetiche selezionate in alcuni popoli del mondo.

La carenza di vitamina D è proporzionale alla gravità del lupus.

Aggiornamento 19/2/2017

Gli uomini di Neanderthal praticavano il cannibalismo in alcune occasioni



Aggiornamento 23/2/2017

L'importanza di recuperare la vecchia flora intestinale, assumere probiotici e personalizzare la dieta per prevenire e curare le malattie. Infatti con la occidentalizzazione della dieta si ha un peggioramento della flora.



Aggiornamento 25/2/2017

Un comune additivo alimentare, il titanio biossido, riduce l'assorbimento di minerali e aumenta l'infiammazione. Altera anche alcuni ormoni, i microbi e la permeabilità intestinale. Lo troviamo in dentifrici, cioccolato, zucchero a velo, maionese e soprattutto caramelle e gomme.

L'impatto del genoma Neanderthal sull'H. sapiens, introdotto nel paleolitico tramite incroci, è oggi misurabile e differisce in ogni persona. Influenzando anche la risposta immunitaria.

Aggiornamento 26/2/2017

Interessante articolo di Arianna Rossoni sulla dieta antinfiammatoria.

Il galattosio, zucchero presente nel latte, aumenta lo stress ossidativo ed è la probabile causa degli effetti negativi del latte sullo stato infiammatorio, con le sue conseguenze (osteoporosi, tumori, malattie cardiovascolari, aumento della mortalità). Questi effetti vengono mitigati da una dieta ricca in frutta e verdura, ricche di antiossidanti, e sono minori se non assenti nei latticini fermentati (che contengono poco galattosio)

Aggiornamento 28/2/2017

Ottimo articolo sul lievito madre.

Quali sono i vantaggi del pane lievitato con pasta madre? Alta digeribilità (glutine predigerito), minore innalzamento della glicemia, migliore biodisponibilità dei nutrienti e minore contenuto di antinutrienti come i fitati

Aggiornamento 4/3/2017

Sia la paleodieta che la dieta mediterranea, in un nuovo studio su 21 mila persone, sono associate a riduzione per molti cause di morte (cardiovascolare e tumori in particolare). Molto più di una dieta alla moda!

Aggiornamento 5/3/2017

"Ormai è sempre più chiaro che tra i principali fattori che contribuiscono all'aumento delle malattie infiammatorie e autoimmuni vi sia la dieta occidentale.
Considerevoli benefici possono essere dati dalla dieta e dall'integrazione, sia in termini di prevenzione che terapia"

Se in alcuni topi con l'intestino privo di batteri impiantiamo quelli provenienti da persone con ansia o intestino irritabile, i topi vengono "contagiati" da queste malattie e hanno problemi immunitari e di disfunzione intestinale (alterata permeabilità e immunità).

Ippocrate millenni fa diceva che tutte le malattie partivano dall'intestino: forse aveva già capito un sacco di cose.



Aggiornamento 8/3/2017

Conferme sui batteri orali che si associano all'artrite reumatoide. In realtà si sapeva già da tempo, ma grazie ai ciechi che non vedevano è rimasto "un sospetto" per decenni

Info dal collega Styven Tamburo sul cocco e le sue proprietà antivirali, antibatteriche e antifungine

Alcuni Neanderthal pare non mangiassero carne, ma soltanto cibi raccolti nella foresta, e avevano carie e ascessi dentali.

Interessante e obiettivo articolo sulla paleo di un collega, Shantih Coro

La vera dieta nel paleolitico era mangiare tutto quello che si trovava intorno: alcuni cacciavano, altri raccoglievano. Qualcuno era praticamente veg, altri carnivori. Insomma non dobbiamo stabilire se siamo carnivori o vegetariani, ma quale cibo sia meglio per ognuno.

Aggiornamento 12/3/2017

La dieta paleo, confrontata con la dieta da linee guida australiane, induce maggior perdita di peso nel breve termine

Attenzione alle interpretazioni.
Secondo un nuovo studio, tra l'altro osservazionale quindi che non può dimostrare granché, togliere il glutine può ridurre la qualità della dieta (ridotto apporto di micronutrienti e fibre) e aumentare il rischio di diabete.
Questo può succedere solo se si usano sostituti di scarsa qualità, ma in determinati casi la dieta gluten-free (o a ridotto contenuto di glutine) è una buona scelta anche se non si è celiaci

Aggiornamento 15/3/2017

La riduzione dei lattobacilli aumenta il pH vaginale e spalanca le porte alla crescita dei lieviti (candidosi)

Aggiornamento 18/3/2017

La paleo è la soluzione per tutti? Non necessariamente, come dico da tempo. Vediamo ad esempio questa testimonianza di una paziente di una collega che, saggiamente, usa la paleo, ma non su tutti e variandola all'occorrenza.


Gli alimenti del protocollo autoimmune paleo

Amy Myers spiega le connessioni tra autoimmunità e microbiota.


Aggiornamento 21/3/2017

La sindrome anticorpi antifosfolipidi si lega al microbiota

Aggiornamento 22/3/2017

Nella popolazione con meno aterosclerosi del mondo, il 72% delle calorie introitate vengono da carboidrati da fonti non raffinate (riso integrale, tapioca, platano, mais) quindi ricche in fibre. La loro dieta ha pochi grassi, e nessuno trans. Le proteine (poche, circa 14% delle calorie totali) vengono dalla caccia e dalla pesca. Morale della favola: non sono per forza i carboidrati a creare problemi. I loro parametri metabolici rimangono ottimali perché non fumano, si muovono tutto il giorno, mangiano cibi veri, sono meno stressati di noi.

I nutrienti che possono prevenire l'autoimmunità, e, talvolta, aiutano a curarla

Aggiornamento 27/2/2017

Un ottimo articolo di una collega sull'effetto potenzialmente negativo di gluteo e caseomorfine, dalle malattie autoimmuni alle intolleranze alimentari.

Aggiornamento 29/3/2017

Quali sono i fattori che slatentizzano la celiachia nelle persone predisposte geneticamente? Disbiosi intestinale, infezioni intestinali, e, contrariamente a quanto dicono alcuni, anche alte dosi di glutine sono probabilmente fondamentali. Aggiungerei anche la qualità del glutine (quello dei grani moderni è più infiammatorio)


Aggiornamento 30/3/2017

"La dieta occidentale influenza negativamente la produzione di acidi grassi a catena corta. Quando si supplementa con acetato e butirrato, ai topi viene conferita una protezione totale dal diabete di tipo 1. Mangiare alimenti che aumentino la produzione di queste molecole (acidi grassi a catena corta) riduce l'infiammazione e la permeabilità intestinale e aumenta la tolleranza immunitaria, tutti meccanismi alla base delle malattie infiammatorie e autoimmuni, e può essere usato sia come prevenzione che potenzialmente come terapia"

Aggiornamento 3/4/2017

Chi segue la pagina sa bene quanto una flora intestinale sana possa fare la differenza tra salute e malattia. Tuttavia in un nuovo esperimento su animali si è scoperto che anche una flora "disbiotica", in assenza di alterata permeabilità intestinale, può non essere dannosa ma anzi dare più protezione stimolando il sistema immunitario. Questo ovviamente aumenta l'importanza di mantenere una corretta fisiologia della parete intestinale.

Nell'artrite reumatoide si ha un'acidificazione dei tessuti cartilaginei e alterazioni nella produzione di energia (mitocondriogenesi) a causa dell'alterazione delle vie metaboliche che producono alcuni intermedi in eccesso (ciclo di Krebs alterato) 

Aggiornamento 4/4/2017

Problemi immunitari e infiammatori? Iniziate a curare il sonno e resettare l'orologio circadiano. “Il sonno dovrebbe essere considerato un pilastro della salute, insieme ad alimentazione e esercizio fisico”, ha detto Van Cauter, docente di medicina a Chicago. “E' molto importante esaminare la possibilità che ottimizzare il sonno possa essere un intervento sullo stile di vita che potrebbe avere maggior successo della restrizione dietetica o dell'esercizio fisico. E' una cosa in più che le persone possono fare.”
Aggiornamento 7/4/2017

Una paleoragazza trovata in Messico e risalente a 12 mila anni fa, ci dice che erano tutt'altro che ben nutriti.

Aggiornamento 13/4/2017


Chi soffre di fibromialgia ha spesso alterazione nell'asse surrenale, che gestisce la risposta allo stress. Si sono identificate alterazioni epigenetiche che aumentano la sensibilità ai glucocorticoidi e riducono la produzione di energia

Tra le cause dell'artrite psoriasica, stress, ustioni da sole, vaccini.

Nature parla dei fattori nutrizionali che influenzano insorgere e progressione delle malattie reumatiche autoimmuni, con potenziali effetti terapeutici del cibo.

Aggiornamento 15/4/2017

Nel modello animale la somministrazione di omega 3 risulta terapeutica nelle prime fasi del diabete di tipo 1, riducendo la risposta infiammatoria autoimmune.

L'effetto favorevole della paleo sulla sindrome metabolica.

Microbiota e virobiota alterati caratterizzano l'intestino di persone con fibromialgia

Aggiornamento 17/4/2017


Probabilmente è un comune reovirus che, in persone predisposte, attiva la risposta autoimmune contro il glutine e così la celiachia

Una critica verso la paleodieta, che, come dico da tempo, non è quella che facevano i nostri antenati, fortunati se potevano mangiare una volta al giorno.

Aggiornamento 21/4/2017

I nostri antenati erano cannibali ma solo per ritualità, troppe poche calorie in un uomo.
Le critiche del dott. Greger alla dieta paleo

La presenza di un animale domestico nei primi mesi di vita riduce il rischio di allergie e obesità. Questo perché aumenta l'esposizione a importanti famiglie di batteri, Ruminococci e Oscillospira, che "allenano" il sistema immunitario. Anche il rischio di polmonite sembra abbassarsi.


Aggiornamento 25/4/2017

Trovate carie curate con bitume risalenti a 13 mila anni fa, smentendo così che solo i cereali possano essere responsabili delle infezioni dentali. Le lectine come fonte di malattia.
Alcune info sul glutine e le malattie autoimmuni

Aggiornamento 29/4/2017

In un modello animale, l'uso di antibiotici nell'infanzia aumenta il rischio di malattie infiammatorie, riducendo la varietà batterica. L'effetto viene annullato se viene ripristinata la flora. Utilizzate sempre i probiotici in seguito a cure antibiotiche.

Aggiornamento 30/4/2017


La pericolosità dei biofilm (aggregati di microrganismi che rilasciano sostanze dannose, e causano l'80% delle infezioni nelle mucose) e come rimuoverli con metodi naturali.

Aggiornamento 2/5/2017

La presenza di una malattia autoimmune determina un incremento dell'infiammazione sistemica che alza il rischio cardiovascolare (e di diabete): utilizzate un'alimentazione che riduca la malattia e anche le sue manifestazioni (rischio di infarto ecc) si ridurranno.

In un piccolo ma significativo studio, condotto da Terry Wahls MD​, la dieta paleo modificata (no glutine, latticine nè uova, moderazione di legumi e cereali senza glutine) ha migliorato l'umore e la funzione cognitiva di persone affetta da sclerosi multipla


"Considerando la complessa rete di fattori che influenzano l'autoimmunità, non è sorprendente scoprire che diversi elementi nutrizionali sono coinvolti nella progressione o nella prevenzione della malattia".


Aggiornamento 7/5/2017

Il passaggio all'agricoltura potrebbe essere dovuto a un cambiamento climatico, che ha reso più difficile essere cacciatori. Chi si è adattato è sopravvissuto, anche grazie all'epigenetica.

Un caso di dieta paleo chetogenica che ha curato il morbo di Gilbert, patologia solitamente benigna che può dare però affaticamento e emicrania.

L'evidenza, crescente ma ancora bassa, dell'uso della paleo nel diabete.

Bell'articolo della collega Gloria Battista sugli antinutrienti.



Aggiornamento 10/5/2017

I T-regs, precursori delle cellule immunitarie che gestiscono le cellule mature (Th1, Th2, Th17 ecc), e i come regolarli. Essenziali nelle allergie, autoimmunità, intolleranze ecc. Se sono abbastanza tengono a bada le cellule immunitarie, ma se sono troppe facilitano l'insorgenza dei tumori.


Aggiornamento 11/5/2017


Il pane fa bene, si sa, perché appartiene alla dieta mediterranea e lo dicono dei tizi con il sottopancia con scritto "dietologo". In realtà il pane industriale, grazie ai suoi additivi (emulsionanti ecc) induce infiammazione e cambiamenti nella flora intestinale che fanno tutt'altro che bene. 

L'estratto di semi di uva migliora la permeabilità intestinale nel modello animale.

La dieta paleo funziona anche a medio termine meglio di una dieta classica (riduzione dell'infiammazione e del grasso viscerale a 2 anni in donne in menopausa).

Secondo un articolo di Authoritynutriotion.com non vi è evidenza, nelle persone sane, che le lectine creino problemi ai livelli di introduzione degli alimenti cotti.



Aggiornamento 16/5/2017

La vitamina D si conferma promettente nei confronti della sclerosi multipla.

Un altro elenco di rivenditori di carne grass-fed

Aggiornamento 22/5/2017

In questo lavoro è stato chiesto a persone con psoriasi di riportare gli eventuali cambiamenti sull'alimentazione e l'andamento della malattia.
Tra i risultati, circa il 70% di chi ha fatto la dieta vegan o paleo ha riportato miglioramenti

Aggiornamento 23/5/2017

Un buon livello di omega 3 a catena lunga in gravidanza riduce il rischio di diabete di tipo I (giovanile).

Invece gli omega 6 (acido linoleico e arachidonico) e gli omega 3 a catena corta (acido linolenico) sembrano aumentare il rischio

Aggiornamento 25/5/2017

Perché capita che i protocolli alimentari non funzionino? I motivi sono diversi (siamo molto complicati), ma il principale potrebbe essere che non riusciamo a risolvere i traumi giovanili, che influenzano la funzionalità del sistema nervoso enterico e del nervo vago, fondamentali per la salute.

Tra io cibi da evitare in caso di lupus, secondo l'istituto Johns Hopkins, aglio, germogli da alfaalfa e supplementi a base di echinacea.

Le persone con psoriasi e artrite psoriasica hanno ridotta diversità batterica intestinale e riduzione di alcune specie chiave come Akkermansia, Ruminococcus, Pseudobutyrivibrio.

Aggiornamento 1/6/2017

Interessante punto di vista sulla carne rossa Viene evidenziato come gli studi, recenti e non, che la legano alle malattie siano fatti considerando carni processate e da animali da allevamento intensivo, mentre quella da allevamento allo stato brado non avrebbe questo stesso effetto e non determina impoverimento del suolo o delle risorse idriche perché gli animali fertilizzano coi loro escrementi e non si abbeverano. Peccato che la carne grassfed sia un prodotto di nicchia praticamente sconosciuto al grande pubblico.

Aggiornamento 3/6/2017

Frammenti di DNA e RNA batterico, oltre che i metaboliti, possono trovarsi in giro per il corpo a fare danni, ad esempio si ritrovano nel cervello di persone affette da sclerosi multipla

Anche per questo è importante avere un buon bilanciamento dei batteri intestinali.

Aggiornamento 4/6/2017

Gli eventi acuti di stress portano ad aumento della permeabilità intestinale e del microbiota, con conseguente alterazione del metabolismo e dei metaboliti che entrano in circolo, spalancando le porte alle malattie.


Dr Jared Seigler sullo stress:

"Lo stress è davvero un amplificatore.


Se c'è qualcosa che non va nel modo in cui funziona il corpo di una persona, lo stress lo farà peggiorare ulteriormente.

Una giornata calda, ad esempio, in una persona con sclerosi multipla. Non c'è stata una discussione, una scadenza, un pasto saltato, una nuova infezione, o viene esposta a sostanze chimiche. No, lo stress del calore ha peggiorato i sintomi.

Cerchiamo sempre di educare i pazienti su come imparare a rilassarsi. E' davvero un'arte perduta per alcuni. Ma si può fare qualcos'altro?

C'è un buon numero di ricerche sul fatto che i flavonoidi possono davvero aiutare a rallentare questo processo. In particolare, quercitina, rutina, luteolina, baicalina e apigenina. Ho una malattia autoimmunitaria e li prendo ogni giorno".

Aggiornamento 5/6/2017

"Vale la pena ricordare che i pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto con o senza celiachia possono beneficiare di una dieta a basso contenuto di glutine sia per la progressione che per le potenziali complicazioni della malattia "

Altri fattori importanti sono la vitamina D e il selenio, e l'eccesso di iodio, che ha ridotto l'incidenza di gozzo ma aumentato quella di autoimmunità

glicoalcaloidi delle patate possono dare problemi di permeabilità intestinale, e aumentano esponendo al caldo e alla luce le patate.

Aggiornamento 6/6/2017

Alcuni legami tra probiotici e malattie autoimmuni

Aggiornamento 7/6/2017

Meglio il pane integrale o da farina raffinata? La risposta sembrerebbe scontata. E invece no. A seconda del nostro microbiota è possibile infatti che entrambi modifichino le risposte metaboliche, in particolare la glicemia, in maniera positiva o negativa.

Gli autori dello studio concludono che "più in generale, il nostro studio sottolinea l'importanza della personalizzazione nelle raccomandazioni alimentari, in quanto anche il confronto diretto dei pani comunemente considerati "sani" e "malsani" ha rivelato effetti personali sulla risposta postprandiale, suggerendo che le raccomandazioni alimentari universali possono avere un'efficacia limitata".

Aggiornamento 8/6/2017


Grazie ai lavori di Fasano e colleghi, la zonulina viene incontrovertibilmente collegata alla condizione di alterata permeabilità intestinale, perdita della tolleranza immunologica e alle malattie infiammatorie croniche


Aggiornamento 12/6/2017

Alcuni vermi potrebbero avere potenziale terapeutico: infatti da quando li abbiamo eradicati sono esplose le malattie del benessere (autoimmuni, autismo, sindrome metabolica ecc) e lo loro assenza altera diverse vie metaboliche e immunitarie.

Aggiornamento 14/6/2017

La disbiosi intestinale micotica (riferita ai funghi) è un chiaro attivatore del sistema immunitario e corresponsabile dell'autoimmunità.

Gli estrogeni influenzano la risposta autoimmune. Ad esempio alti estrogeni e bassi androgeni (testosterone) sono associati a lupus (e allergie) aumentando la risposta Th2. Gli androgeni sono invece associati a risposta Th1 (sclerosi multipla, psoriasi, Hashimoto classico ecc).
Gli estrogeni ambientali, come i fitoestrogeni (soia, altri legumi), i lignani (cereali integrali, alcuni frutti, semi), sostanze chimiche (BPA, pesticidi, ingredienti di detergenti, smalti ecc), gli ormoni delle carni, delle uova e del latte (in maniera decuplicata se somministrati in maniera fraudolenta, mentre non è ancora chiaro per quelli allevati correttamente) hanno quindi il potenziale per influenzare queste malattie

Aggiornamento 21/6/2017

Alcune idee per la colazione paleo

La mia intervista a Buongiorno Regione Sardegna, su digiuno e sclerosi multipla.

Carenza di vitamina B12 e D sembrano le più importanti nella sclerosi multipla.

Aggiornamento 23/6/2017


Un allenamento stressante (del tipo militare) per 4 giorni altera le specie microbiche e la permeabilità intestinale

L'articolo di Authoritynutrition sulle solanacee e i loro legami con malattie artritiche e autoimmuni.


Aggiornamento 25/6/2017

La meditazione riduce l'attivazione dei geni correlati con l'infiammazione e lo stress

I benefici del brodo d'ossa: autoimmunità, dolori articolari, infiammazione e invecchiamento.

Aggiornamento 29/6/2017

I livelli più bassi di vitamina D durante l'inverno influenzano negativamente il microbiota, riducendo la produzione di alcune vitamine del gruppo B, tra cui il pantotenato.
La carenza di queste vitamine può determinare diversi problemi, soprattutto infiammatori: artropatie, aterosclerosi, malattie autoimmuni, riduzione di acetilcolina (tono vagale ridotto e aumento di peso, ipertensione, tachicardia, reflusso, aritmie, motilità intestinale alterata), insonnia, alterazioni ormonali.

L'articolo di Cordain sui legumi, e i loro possibili effetti dannosi. E un altro che dice che le lectine non necessariamente sono dannose.

Aggiornamento 7/7/2017

Nuove notizie sulle migrazioni dei primi uomini e il loro incontro con i Neanderthal: avvenne prima di quanto pensassimo.

Aggiornamento 10/7/2017

Conferme sul legame tra peggioramento della flora intestinale e traumi e stress, in particolare infantili; è possibile mettere in relazione le dimensioni di alcune aree cerebrali con il tipo di microbi 

Avere una malattia autoimmune significa avere un alta infiammazione sistemica e di conseguenza un forte rischio cardiovascolare. Praticare una dieta che la mandi in remissione significa ridurre quindi il rischio cardiovascolare.

Tra le cause di autoimmunità reumatica, infezioni, farmaci e, in maniera minore, vaccinazioni.

Non solo il microbiota è importante, ma anche il "fageoma", formato da virus batteriofagi che infettano e convivono con i batteri. Nelle malattie autoimmuni è spesso alterato.

Un bel riassunto dei cibi e batteri che condizionano la permeabilità intestinale, favorendo l'autoimmunità.


Aggiornamento 13/7/2017


Gli anticorpi antiASCA (contro i lieviti saccaromiceti) possono in realtà indicare infezione da candida, e spesso sono aumentati nelle malattie infiammatorie intestinali e non solo. Un'alterazione dei miceti intestinali è associata a molte malattie.

Qualcuno pensa che l'uso del grano iniziò circa 22 mila anni fa in Palestina

Conferme sulla relazione tra traumi infantili e alterazioni del sistema immunitario.


Aggiornamento 17/7/2017

L'autoimmunità cerebrale parte sempre dall'intestino. Sani i tuoi microbi, sano tu.

Selfhacked.com ci fornisce le buone proprietà dei fitati, notoriamente da evitare in paleodieta, da escludere però in chi abbia permeabilità intestinale.

Aggiornamento 19/7/2017

La mutazione di un particolare gene (FADS1) ha aiutato l'essere umano ad adattarsi alle diete post-rivoluzione agricola (circa 10 mila anni fa). Chi non ha questa mutazione dovrebbe probabilmente virare su una dieta più ricca in prodotti animali.

Questo gene permette l'elongazione dei grassi a catena corta, che si trovano nei vegetali, permettendo di fare a meno dei grassi animali che invece hanno catena più lunga

Aggiornamento 21/7/2017

Come la paleo aiuta nella perdita di peso.

Alcuni fattori possono inaspettatamente peggiorare la qualità dei nostri microbi intestinali: dagli scontati cibi raffinati, privi di fibre e antiossidanti, dieta non varia e antibiotici, ai meno attesi alcol, mancanza di sonno, stress, fumo, sedentarietà.

Aggiornamento 24/7/2017

La carne di maiale aumenta il rischio di sclerosi multipla. Inoltre, se non ben cotta, è veicolo di specie pericolose come virus dell'epatite (E in particolare, ma aumenta il rischio generale di cirrosi) e Yersinia, una specie che aumenta il rischio di morbo di Basedow.

Una posizione degli endocrinologi americani chiarisce che l'effetto dei fitoestrogeni dipende dalla flora intestinale

I bifidobatteri sono capaci di farci stare meglio: possono migliorare alcune condizioni come psoriasi, intestino irritabile, fibromialgia, ma anche quelle mentali come la depressione.
Tuttavia possono giocare un ruolo, tramite mimetismo molecolare, anche nella genesi delle malattie autoimmuni e in particolare tiroidite. Anche candidosi, alcuni lattobacilli, Toxoplasma,  Borrelia, Yersinia, Clostridium botulinum, Rickettsia prowazekii, Helicobacter pylori, HCV e Treponema stimolano autoimmunità.

Aggiornamento 27/7/2017

Un composto chimico delle creme solari reagisce col cloro delle piscine e i raggi solari per formare un interferente endocrino che interagisce col recettore per gli estrogeni.

I Neanderthal si incrociarono con gli ominidi provenienti dall'Africa prima di quanto pensassimo, probabilmente 220 mila anni fa

Aggiornamento 31/7/2017

Il cibo può funzionare da medicina nelle malattie croniche tipiche della nostra epoca?
La risposta è sì perché la maggior parte di esse sono collegabili, almeno in parte, ad alterazioni del microbiota, e correggendolo, con integrazione e cibo appropriato ricco in fibre, possiamo potenzialmente migliorare queste condizioni.

La continua riduzione di specie nel nostro intestino è una delle concause di malattie moderne, ed è dovuta agli ambienti troppo puliti, le troppe terapie antibiotiche, i parti cesarei, poca fibra ecc ecc
Nel modello animale la dieta ricca in fibre preserva la diversità batterica e riduce l'aumento di peso.

Molte notizie importanti sulla sclerosi multipla da Selfhacked (anche la seconda parte).

Secondo la medicina evoluzionistica (quella vera, non quella fatta da sedicenti geni) gli organismi sono selezionati per avere il massimo successo riproduttivo, che non corrisponde necessariamente alla salute  e alla longevità. Ecco perché le persone possono ingrassare.
Ed ecco perché la paleo non è necessariamente la soluzione per tutti.

Un post che spiega la pericolosità della permeabilità intestinale.

Aggiornamento 1/8/2017

Alcuni grassi saturi a catena media come il miristico (latticini, cocco e palma) aumentano il rischio di dolore in pazienti con colite ulcerosa.


https://www.facebook.com/1145760978877058/photos/a.1146116662174823.1073741828.1145760978877058/1393641910755629/?type=3&theater



Aggiornamento 9/8/2017

Non necessariamente le lectine sono dannose, hanno anche proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.

Aggiornamento 29/8/2017

L'RNA (prodotto di trascrizione del DNA) può influenzare la risposta contro i virus.

Aggiornamento 4/9/2017

A seconda delle condizioni ambientali, uno studio suggerisce che lo stesso batterio può indurre diverse condizioni patologiche e infiammatorie, in particolare intestinali.


Aggiornamento 10/9/2017

Aggiornamento sulla vendita di carne grass fed

Interessante riflessione di Lorenzo Zarone:

LA CAZZATA DEL SECOLO:
"L'uomo è onnivoro"
La realtà è ben diversa...ogni animale (compreso l'uomo) ha un cibo di elezione...cioè il cibo che lo ha accompagnato nel corso dell'evoluzione. Questo cibo è stampato nel suo DNA, solo quello...
Nel caso dell'uomo parliamo di:
-carne ( comprese frattaglie )
-pesce
-frutta
-frutta a guscio
-verdure
-uova
-miele

Stiamo parlando di cibo che può essere consumato ANCHE crudo...
Il resto del cibo a cui ci hanno abituato porta con sé una miniera di tossine,antinutrienti,proteine inutili e dannose tra cui la regina indiscussa è la gliadina del glutine un vero flagello...
Alla gliadina bisogna aggiungere caseine e lectine che insieme formano la TRIADE del male, causa di leaky gut...cioè intestino permeabile...cioè permettono il passaggio nel sangue a sostanze che non dovrebbero mai e poi mai passare:
-tossine
-batteri
-metalli
-virus
-la stessa gliadina

Nel sangue dovrebbero passare solamente nutrienti come amminoacidi,vitamine,minerali ecc....
Sfiga ha voluto che circa 12.000 anni fa, l'uomo ha cominciato a coltivare il grano...per cui da nomade cacciatore-raccoglitore, è diventato stanziale accontentandosi di cibo ad alta densità calorica ma poverissimo di nutrienti.
Guarda caso i carboidrati sono funzionali ad un lavoro lattacido...mio nonno di ritorno dalla campagna mangiava spesso pasta e pane...( ricostituzione di glicogeno)...
Ma bada bene che anche il lavoro lattacido è contro natura...anche il ghepardo corre a massima velocità per circa 10 secondi poi si riposa...
E così l'uomo quando andava a caccia sicuramente non si impegnava in maratone...scatti brevi ed intensi, poi si riposava....
Questo evento è stato definito da Cordain "distonia evolutiva". Praticamente da nomade libero e felice in perfetta sintonia con l'ambiente, ci siamo chinati a 90 gradi per coltivare i campi.
Evento che ha permesso il progresso tecnologico...non certo l'evoluzione biologica dell'uomo in senso fisico, siamo gli stessi di 30.000 anni fa.
Quel progresso tecnologico che da un lato ha reso possibile la costruzione delle città ecc, ma che nello stesso tempo ha devastato l'ambiente.
Quello stesso progresso che ha reso edibile cibo idoneo per i polli che hanno il ventriglio....i cereali e tutto quello che ne deriva...i latticini e tutto quello che ne deriva, i legumi...
La pasta non è altro che grano macinato e trasformato in penne,rigatoni ecc...può essere mangiata cruda????? NO..
Deve essere cotta a 100 gradi per circa 10 minuti con sale e condida in vario modo, altrimenti non la mangerebbe neanche un topo di fogna...
L'uomo NON è onnivoro...
Siamo carnivori-frugivori...

Alcune cose possono essere condivisibili, ma spiego perché il ragionamento di fondo è sbagliato: oltre al DNA nostro, che tra l'altro è cambiato in alcune persone, seppur poco, con alcune selezioni genetiche negli ultimi millenni, vedi ad esempio l'elongazione dei grassi a catena corta di cui parlo più su, il nostro genoma comprende il DNA dei batteri, virus e quant'altro presente nell'intestino e altre zone corporee. Grazie a loro possiamo tollerare proteine particolari introdotte solo recentemente nella nostra alimentazione.
Chi non li tollera solitamente ha avuto esperienze (traumi, antibiotici, parto cesareo, vita troppo pulita ecc) che determinano alterazioni del microbiota e riduzione della sua varietà.  
La conclusione è che come al solito alcuni si trovano bene con la paleo, altri tollerano tranquillamente cereali, legumi e compagnia bella.
Aggiornamento 13/9/2017

Nelle persone con sclerosi multipla si osserva una diminuzione di un particolare batterio, P. distasonis, purtroppo non ancora disponibile come probiotico.


L'approccio paleo potrebbe rivoluzionare la medicina

Aggiornamento 19/9/2017

Si conosceva già il ruolo dannoso del sale nella sclerosi multipla, ora si ipotizza che si possa estendere anche a lupus e artrite reumatoide

Psoriasi e problemi tiroidei, anche subclinici (non evidenti), sono spesso legati

Le complicate interazioni tra varianti genomiche e alterazioni del microbiota portano alle malattie tipiche del nostro tempo, come obesità e diabete, malattie infiammatorie intestinali e malattie autoimmuni.

Aggiornamento 25/9/2017

Non avere la quantità giusta di cortisolo al momento giusto (alta al mattino e poi calante durante la giornata) è associato a rischi per la salute, tra cui infiammazione, fatica cronica, tumori, depressione, aumento di peso

Articoli molto carino di una collega su nutrizione funzionale e paleo

Aggiornamento 3/10/2017

La prevalenza di osteoartrite è più che raddoppiata negli ultimi decenni. L'aumento di obesità non è sufficiente a spiegare questo aumento. Ci sono altri fattori ambientali, come l'uso di tacchi e l'alimentazione moderna, non coincidente con quella per la quale ci siamo evoluti. Un lieve aumento si è manifestato col passaggio all'agricoltura, ma la vera esplosione si è verificata.

Scrivono gli autori dello studio:

"Intrigantemente, altre malattie che presentano moderne ben conosciute, come l'ipertensione, le malattie cardiache aterosclerotiche e il diabete di tipo 2, sono diventate epidemiche negli ultimi decenni, sono fortemente associate con l'osteoartrite del ginocchio, suggerendo fattori causali e di rischio comuni. La suscettibilità all'osteoartrite e ad altre malattie è indubbiamente influenzata da fattori intrinseci, inclusi l'età, il sesso e i geni, ma la prospettiva storica ed evolutiva offerta dai nostri dati sottolinea che  molti casi moderni di osteoartrite possono essere evitati. La prevenzione, tuttavia, richiederà una rivalutazione di potenziali fattori di rischio che sono emersi o intensificati solo molto di recente. Come con altre malattie, è probabile che qualsiasi strategia efficace di prevenzione comporterà l'adeguamento dei modelli di attività fisica e delle diete per approssimare più da vicino le condizioni di vita in cui si è evoluta la nostra specie".

Per prevenire il mimetismo molecolare in seguito alle infezioni, e quindi le malattie autoimmuni, un gruppo di ricercatori ha messo a punto un'inibizione delle cellule TFR tramite un'interleuchina.

Chi ha l'artrite reumatoide non dovrebbe fare il vaccino contro l'influenza. Si conferma che la malattia parte dalla flora orale alterata.

Aggiornamento 4/10/2017

Anche il manzo grass fed è responsabile dei peggioramenti climatici, soprattutto perché per creare pascoli si crea deforestazione. L'unica via per salvarci è mangiare meno carne.

Il protocollo autoimmune è efficace in un piccolo studio su colite ulcerosa e Crohn, servono comunque studi più grandi.

Aggiornamento 8/10/2017

Un nuovo studio, effettuato sul sangue e non su feci o altre secrezioni corporee, ci fa pensare che il 99% dei batteri e virus dell'organismo sia ignoto


Ci stiamo evolvendo anche ora, ma non possiamo farlo per vivere per sempre

Modificare il pH della pelle può eliminare il fungo malassezia e aiutare nelle malattie dermatologiche.

Aggiornamento 10/10/2017

La permeabilità non è solo a carico dell'intestino, ma anche di molti altri organi: occhi, cervello ecc, dove svolge importanti compiti, e un suo malfunzionamento è responsabile dei disordini metabolici e immunitari, malattie mentali ecc, e tutto questo anche a causa di un'alterata funzione di tolleranza.

Il microbiota intestinale delle persone psoriasiche è particolare, ma lo è anche quello cutaneo: c'è un abbondanza infatti di streptococchi e riduzione dei Propionibacterium.

Tra gli altri, i lieviti possono creare problemi soprattutto alle persone con morbo di Crohn

Aggiornamento 11/10/2017

Una revisione Cochrane ha concluso che non vi sono sufficienti prove dagli RCT per dire che i cereali integrali prevengono le malattie cardiovascolari.

In ogni caso non ha detto che fanno male, purtroppo a volte dimostrare qualcosa oltre ogni ragionevole dubbio è difficile, e come già detto più volte "assenza di evidenza non corrisponde a evidenza di assenza". Probabilmente le persone a cui non fanno bene compensano quelli a cui fanno bene (chi ha un microbiota integro)

Aggiornamento 17/10/2017

Se il protocollo autoimmune (o la paleo) non funziona, può trattarsi di , PTSD (disordine da stress post traumatico), SIBO (sovracrescita batterica nel tenue), o infezioni non identificate (EBV, batteri gram negativi ecc) soprattutto se colpiscono l'intestino

Ottimo articolo su intestino permeabile e come curarlo: "I fattori che influenzano la funzione di barriera intestinale includono batteri patogeni quali E. coli enteropatogeni, dieta ad alto contenuto di grassi, lipopolisaccaridi (LPS), farmaci come farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e inibitori della pompa protonica (PPIs) come vari allergeni alimentari e gliadina del glutine".

Aggiornamento 20/10/2017

I biofilm si confermano potenziali attivatori della risposta autoimmune, e sono molto difficili da trattare

Aggiornamento 22/10/2017

Ottimo articolo su probiotici, intestino, disbiosi e autoimmunità



Lo stato infiammatorio cronico fa sì che l'energia non venga destinata ai muscoli ma al sistema immunitario, alterando le funzionalità corporee e la spesa energetica, stimolando l'invecchiamento e il rischio di malattie croniche

Aggiornamento 28/10/2017

La dieta occidentale povera di fibra ha un effetto simile a quello di un antibiotico: distrugge la nostra flora intestinale buona e favorisce la crescita delle specie infiammatorie

Aggiornamento 30/10/2017

Le malattie autoimmuni sono inversamente proporzionali a quelle infettive. L'ipotesi dell'igiene è pienamente valida.

55 modi per aumentare la mielina, la sostanza che manca a chi soffre di sclerosi multipla

Aggiornamento 1/11/2017

Non tutti i  mimetismi molecolari vengono per nuocere: in un modello animale i Bacteroides sono fondamentali per indurre tolleranza immunologica nella colite


Aggiornamento 4/11/2017

Le persone sottoposte a stress, e ancora peggio a traumi, possono sviluppare il PTSD (post traumatic stress disorder), una condizione legata ad infiammazione e alterazioni immunitarie. Esiste un forte legame tra questa condizione e malattie croniche intestinali e autoimmuni. Vi è un'alterazione organica (l'amigdala, il centro della paura, è iperattiva) e del microbiota, con una riduzione di Actinobacteria,  Lentisphaerae e Verrucomicrobia.

Si sta cercando di capire se il L. reuteri o altri possano ridurre i sintomi dell'ansia


Aggiornamento 5/11/2017

Il propionato, prodotto da alcuni batteri, promette bene nei confronti della sclerosi multipla.

Klebsiella, un batterio spesso legato a malattie autoimmuni, soprattutto in caso di predisposizione genetica (HLA-B27), si nutre volentieri di amido. Per questo una dieta low carb come la paleo può aiutare. L'articolo indica anche altre concause ambientali: dieta, parto cesareo, mancanza di sonno, antibiotici, esposizione a tossici ambientali.


Aggiornamento 12/11/2017

L'autoimmunità si gestisce anche con l'attività fisica

Una delle cause della sclerosi multipla potrebbero essere i traumi cranici durante l'adolescenza, in particolare se ripetuti


Aggiornamento 14/11/2017


Il bilanciamento tra nutrienti della carne e la prevenzione delle malattie. I micronutrienti importanti  e difficili da trovare in altri alimenti sono ferro, zinco, selenio e cobalto.


Aggiornamento 19/11/2017


Le diete cosiddette FAD ("alla moda") possono essere effettivamente efficaci, anche se mancano i dati al lungo termine. Tra loro troviamo digiuno alternato, detox, paleo

Aggiornamento 20/11/2017


L'uso di 2 emulsionanti che troviamo nei cibi industriali, polisorbato 80 e carbossimetilcellulosa, determina un'invasione dei batteri intestinali nel muco, alterazioni nella composizione del microbiota e sviluppo dell'infiammazione cronica.

Una revisione degli studi fa il punto sull'efficacia della nutrizione nella gestione della artrite reumatoide
Una dieta a forte prevalenza vegetale (mediterranea o vegana), con cibi minimamente processati, spezie, verdura, frutta di stagione, probiotici, vitamina D e omega 3 come integrazione, niente alcol, può aiutare a ridurre i sintomi della malattia

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