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martedì 22 luglio 2014

Quanto latte mangiare



Continuano le polemiche sul latte e sulla sua necessità.
Il dottor Ghiselli, dipendente dell'Inran e nel tempo libero della Danone, sembra molto favorevole; preoccupato per una campagna di disinformazione e del fatto che il consumo è in calo per le storie che si leggono su internet, teme che tutti muoiano di osteoporosi.
Parla di una porzione al giorno raggiunta a stento, ma a me non sembra proprio (e i dati ufficiali confermano). Basta considerare una tipica giornata italiana: latte a colazione, yogurt a metà mattina, formaggio nella pasta a pranzo e una mozzarella a cena, e facilmente si son raggiunte le 4 porzioni in un giorno. C'è comunque da considerare una grande variabilità individuale.
I latticini, dice, sono necessari perché sono un'ottima fonte di calcio, economica ed etica. Ma è vero il contrario: gli allevamenti intensivi sono tutto il contrario dell'etica (sono inquinantissimi) e tutt'altro che efficienti.



Il calcio fa le ossa forti

E abbiamo davvero bisogno di tutto questo calcio? Se così fosse, bisognerebbe mangiare i gessetti. Il calcio o la sua supplementazione senza vitamina D e fosforo (il cui assorbimento viene ridotto dal calcio) riducono la perdita di calcio dall'osso (si chiama effetto anti-riassorbitivo) ma non sembrano prevenire le fratture, e in più aumentano il rischio di infarto. Lo studio è stato molto criticato, ma l'effetto di aumento del pericolo cardiovascolare è stato confermato recentemente da dosi superiori ai 1400mg/die, e riguarda soprattutto chi ha problemi di funzionalità renale. L'orientamento attuale è non supplementare più con calcio. L'eccesso di calcio è tossico probabilmente pure per la tiroide, organo fondamentale per l'omeostasi ossea.
In particolare, secondo alcuni chi prende statine non dovrebbe esagerare con l'intake di calcio, soprattutto tramite integratori, perché potrebbe stimolare la calcificazione della placca (o non contrastarla). Lo studio FHS ha però dato risultati contrastanti, non mostrando aumento della calcificazione della placca aterosclerotica.
Tornando al latte, se non fortificato, non è una buona fonte di vitamina D, semplicemente perché i bovini manco sanno cos'è il sole, ma rimangono chiusi nelle stalle.

https://www.facebook.com/disneyvillainsrules/



I paesi scandinavi hanno un alto consumo di latticini, ma un altissima incidenza di osteoporosi: questo perché non hanno irraggiamento solare che permette la formazione di vitamina D. E senza questa preziosa sostanza il calcio è inutile.



http://korefitnessmn.com/tag/vitamin-d




Nei paesi orientali, in cui i latticini non vengono consumati perché non possiedono l'enzima lattasi da adulti, l'organismo mette in atto degli adattamenti che permettono di mantenere la salute ossea.
Come suggerisce Berrino, i latticini non sembrano influenzare il pericolo di fratture nello studio EPIC, insomma non sono nè preventivi nè favorenti l'osteoporosi. Forse lo yogurt è più efficace, così come l'olio extravergine d'oliva, il magnesio e la vitamina C. E le altre fonti di calcio. Un  microbiota sano, come sempre, è importantissimo.





A mio parere qualunque studio sulla salute ossea che non tenga conto dell'attività fisica è da prendere con le molle.

Infatti in uno studio indiano non si è trovata correlazione tra intake di calcio e massa ossea, ma solo con l'attività fisica. Questo perché il metabolismo del calcio è molto complesso, e non basta introdurlo perché si fissi nelle ossa, ma bisogna fare in modo di stimolare i meccanismi anabolizzanti dell'osso. Che sono favoriti dal lavoro fatto contro la forza di gravità. Ad esempio ciclismo e nuoto sembrano essere meno protettivi rispetto ad altri sport in cui si carica sugli arti.
Insomma sono molto più importanti la vitamina D e l'attività fisica, e il calcio non è così necessario, mentre frutta e verdura aiutano.
Per prevenire l'osteoporosi, più del calcio è utile mantenere un corretto funzionamento del sistema della leptina, che attraverso l'ipotalamo sostiene l'osteogenesi. E, come detto precedentemente, basta avere un'alimentazione antiinfiammatoria. Altri fattori di rischio per l'osteoporosi (e le fratture) sono l'uso cronico di cortisone (o lo stress cronico), la terapia con anticoagulanti orali (TAO), la dieta vegetariana o vegana non bilanciata, la carenza di vitamina K2, le bibite gassate e lo zucchero (saccarosio o fruttosio che sia), i metalli inquinanti (cadmio, piombo e alluminio) e l'obesità.

Ecco come il dottor Oz parla del problema e i suoi consigli per ossa forti:



Il latte fa crescere sani

Il latte dato ai ragazzi  non causa osteoporosi, ma nemmeno riduce il rischio di fratture, soprattutto in persone alte. Questo succede paradossalmente perché stimola la crescita (essendo ricco in proteine che stimolano i fattori di crescita e contenendone modeste quantità), e ossa più lunghe sono più soggette a fratture.
A proposito, secondo alcuni esperti dovrebbe essere introdotto solo dopo il primo anno di vita del bambino. Questo, tra le altre cose, perché un'introduzione troppo precoce di latte vaccino aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo I in persone geneticamente predisposte.
Il latte favorisce l'insorgere dell'acne (attraverso IGF-1, che stimola le ghiandole sebacee, studio finanziato dalla Nestlè!) e potrebbe essere connesso all'infiammazione nelle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla. Le metanalisi non associano latte e latticini alla perdita di peso.

C'è chi dice l'uomo è l'unico che mangia il latte (e di altri animali per giunta) da adulto, compiendo un atto contro natura, e chi risponde che se dai il latte ad un gatto o il formaggio ad un topo lo mangiano volentieri. Sono argomenti senza fondamento sia il primo che il secondo, perché la questione è stabilire se il latte faccia bene o male a lungo termine e perché gli animali mangiano tutto quello che gli dai per sopravvivere senza preoccuparsi dell'acidificazione presunta del sangue o dell'osteoporosi. E proporre in alternativa latti vegetali che di naturale non hanno nulla non è proprio coerente.




Come ci insegna il dottor Speciani, noi nasciamo allergici a tutto e dobbiamo imparare a tollerare gli alimenti. L'organismo è più o meno in grado di adattarsi a tutto. Chi si adatta meglio sopravvive, ma non è detto che lo faccia più a lungo, visto che il nostro scopo biologico termina dopo che abbiamo raggiunto l'obiettivo di riprodurci.
L'intolleranza (anche se essendoci coinvolgimento del sistema immunitario sarebbe più corretto parlare di allergia ritardata) alle proteine del latte vaccino (cosa diversa dall'intolleranza al lattosio) può essere causa delle più diverse conseguenze: prurito, angioedema, asma, vomito, tosse secca, edema della glottide, dermatite, diarrea, stitichezza e sangue nelle feci, anemia sideropenica, reflusso gastroesofageo, colite, rifiuto del cibo nei bambini (e scarsa crescita dovuta all'irritazione della mucosa intestinale che non assorbe i nutrienti).
La stitichezza è comunque una delle conseguenze (o forse considerabile sintomo) più diffuso.







Latte e tumori

Il latte appare protettivo nei confronti del tumore colon-retto, non associato col tumore gastrico, potrebbe essere correlato con tumore alla vescica, mentre non c'è evidenza sufficiente di legame con altri tumori, a parte quello prostatico.  L'uso esagerato di latte (soprattutto intero, e carne) è infatti associato indubbiamente con tumore prostatico. Questo probabilmente perché contiene un fattore di crescita, l'IGF-1, e la sua ricchezza in proteine, cioè i mattoni delle cellule, ne stimolano la produzione endogena. L'IGF-1 stimola le cellule a duplicarsi ed è quindi una benzina sul tumore. Il legame non è come afferma qualcuno dovuto (solo) al calcio, ma anche al suo contenuto estrogenico e di altri ormoni.
Negli USA il latte ha dosi di IGF-1 più alte perché lì è legale l'uso di ormoni che aumentano la produttività degli animali. L'eventuale legame con tumore mammario potrebbe dipendere da alcuni polimorfismi genetici.
Secondo il dottor Ghiselli "anche lo sport stimola l'IGF-1", ma non causa tumore. La cosa è vera, ma un medico dovrebbe sapere che lo sport stimola contemporaneamente pure l'AMPK, una proteina inibitrice del ciclo cellulare, e per questo non possono essere messi sullo stesso piano. Lo sport previene i tumori.
Il dottor Ghiselli è componente di un comitato scientifico della Danone, un'industria abbastanza interessata alla vendita di latticini, quindi in chiaro conflitto d'interessi. Curioso per uno che chiama il proprio sito "Latte-ndibile".

Ecco invece le bufale sul latte:
  1. non è vero che viene ribollito dopo la scadenza (o almeno è una pratica non permessa dalla legge)
  2. contiene grassi saturi e colesterolo ma essi non sono associati con l'aterosclerosi, anzi potrebbe essere protettivo nei confronti della sindrome metabolica (controverso)
  3. non acidifica il corpo, o almeno è questa la visione attuale della scienza. Attualmente si sa che ad essere influenzato non è il pH sistemico ma quello delle urine, aumentando così la calciuria. Il calcio delle ossa viene usato come tampone, ma anche il fosforo, quindi non c'è evidenza scientifica che questo causi osteoporosi, al limite calcoli renali. Una dieta a basso potenziale acido (PRAL) potrebbe tuttavia avere altri tipi di benefici non legati alla salute ossea. Le proteine sono importanti per la salute ossea (senza esagerare, come per tutto)
  4. il galattosio non appare correlato col tumore ovarico (attenzione: uno studio è finanziato dalla Nestlè, e ci sono molti studi che affermano il contrario), anche se gli ormoni presenti nel latte potrebbero avere una componente causale. Le metanalisi non sembrano supportare il legame


In sintesi continuo a concordare con l'Harvard University, sostenendo che il latte e i latticini sono alimenti con tantissimi interessi industriali dietro, e forse meno necessari di quanto ci vogliano far credere. Consumiamoli con moderazione, soprattutto chi è sedentario. Una o due porzioni al giorno (e non 3), con uno o due giorni settimanali di astinenza come consiglia il dottor Speciani, sono a mio parere la soluzione migliore per una persona media.


Aggiornamento ottobre 2014

Un nuovo studio di coorte (oltre 100 mila persone in totale) pubblicato su BMJ evidenzia più alto rischio di fratture e più alta mortalità nei forti consumatori di latte.

Aggiornamento novembre 2014


Uno studio di coorte abbastanza grande (quasi 23 mila persone) evidenzia che le persone con intolleranza al lattosio, quindi scarsi consumatori di latticini, hanno minore incidenza di tumori del polmone, seno e ovario rispetto ai loro parenti che invece li consumano. Questo tipo di ricerca ha quindi potuto rimuovere il fattore ereditario (predisposizione ai tumori) includendo prevalentemente quello ambientale.
Si conferma quindi la necessità di rivedere le linee guida sui latticini, invitando a ridurre il loro consumo. Ma soprattutto si dovrebbe invitare la popolazione a fare attività fisica visto che probabilmente riduce le conseguenze negative di tali alimenti e ne esalta quelle positive.
Le posizioni vengono riprese da un importante pediatra statunitense.
Ignoravo inoltre che chi è intollerante al lattosio e continua a introdurlo va incontro a severe conseguenze metaboliche, che possono portare a cecità e danni neurali.

 Aggiornamento gennaio 2015


Secondo uno studio inglese, il consumo di latte nei bambini in età prescolare è associato a crescita in altezza, ma anche in larghezza... 3 porzioni al giorno appaiono troppe, meglio 2.

 Aggiornamento maggio 2015

I latticini non appaiono correlati in una metanalisi con tumore gastrico. La fondazione Veronesi pubblica un articolo in cui si invita alla moderazione.
Ridurre la quantità di leucina a livelli più fisiologici per l'uomo ridurrebbe il potenziale anabolizzante (stimolante della crescita) del latte.

Pubblico il video del collega Stefano Vendrame, in linea con il mio pensiero




Aggiornamento agosto 2015


Faccio mie le parole del dott. Giordano:

"IGF-1 Fattore di crescita insulina-simile. Bene o male? La Diatriba sull'IGF-1 su crescita muscolare, sarcopenia, tumori, età, longevità. Le discussioni sull''IGF-1 appartengono a quel tipo di dibattito dove è facile prendere cantonate basandosi su interpretazioni non contestualizzate dei valori di questo fattore, tanto implicato nel bene quanto nel male, senza guardare a una visione d'insieme e da tutte le angolazioni. Negli ultimi sei mesi ho voluto rivedere la letteratura sull'IGf-1. L'IGF-1 intanto è influenzato su base genetica. La trasduzione del segnale insulinico è più complessa nei mammiferi rispetto a vermi e mosche, in quanto coinvolge geni supplementari, attivati dall'insulina e da ormoni simili all'insulina, e non sempre quelli che si trovano nelle mosche e vermi. Uno di questi geni è attivato da un ormone, noto come fattore di crescita insulino-simile (IGF-1). 
Le mutazioni che inattivano una delle copie del gene attivato dall'IGF-1 sono associate a maggiore longevità nell'uomo e nei topi. Questa osservazione suggerisce che i geni coinvolti nella regolazione ormonale delle sostanze nutritive (glucosio) e nella crescita (sintesi proteica) può allungare tutte le specie comprese la nostra. Ora, non c'è dubbio come negli adolescenti e negli anziani l'IGF-1 gioca un ruolo favorevole rispettivamente nelle due categorie, in una per la crescita ossea e muscolare, nell'altra categoria per il mantenimento di una buona (quantitativamente e funzionalmente) massa ossea e massa magra muscolare. Ma è anche vero che l'IGF-1 è associato e sperimentalmente dimostrato favorire la trasformazione di una cellula cancerosa in una massa tumorale attiva. 
Esempio: Il rapporto tra IGF e cancro spiega perchè persone affette da nanismo non contraggono quasi mai i tumori. A causa della bassa statura secernono meno IGF e meno ormone della crescita e così la probabilità di contrarre il cancro è pressoché nulla. 
Controprova al rovescio: persone di alta statura contraggono tumori più facilmente. Hanno maggiore produzione di IGF e GH. 
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet ha dimostrato che a ogni 10 centimetri in più di statura (partendo da 1,52 cm) corrisponde ad un aumento del rischio del 16%.
Se spostiamo l'attenzione sui centenari sardi che sono stati studiati da più gruppi di ricercatori osserviamo che: durante la maggior parte della loro vita hanno avuto scarsa disponibilità di cibo animale e hanno assunto un basso intake calorico e basso livello di proteine, sopratutto di cibo animale, ciò ha garantito livelli sufficienti ma non elevati di IGF-1 e bassissima o quasi nulla presenza di tumori; poi negli ultimi vent'anni della loro vita c'è stata una maggiore disponibilità di cibo animale e proteine, che hanno consumato più che nel passato e questo ha fatto incrementare i valori dell'iGF-1 contribuendo ad evitare la sarcopenia muscolare e a mantenere una massa magra attiva tipica dell'invecchiamento di successo.
L'IGF ha quindi contemporaneamente due facce, una buona e una meno buona, che devono essere valutate relativamente all'età della vita. Da ragazzini, l'esigenza di crescita dispone a maggiore richiesta calorica e proteica e quindi a sfruttare positivamente l'IGF-1. Da Adulti, quando le richieste fisiologiche di crescita sono meno imponenti, una riduzione dell'intake calorico e proteico riduce l'IGF-1, riducendo le probabilità di associazione al cancro. Da anziani, dai 60-65 anni in poi, un incremento di IGF-1 tramite un incremento proteico contribuisce a evitare la sarcopenia e a mantenere una buona massa magra attiva e il rischio tumorale determinato dall'incremento dell'IGF-1 non si manifesta e si diluisce considerando l'età alla quale s'incrementa l'IGF-1 e gli anni restanti di vita, tenendo presente che una cellula cancerosa impiega dai 10 ai 30 anni per diventare una massa tumorale attiva.
Tre sono i fattori di tipo alimentare che determinano incremento dell'IGF-1:
l'iperglicemia acuta e sopratutto cronica, l'eccesso proteico, una dieta ipercalorica protratta. 
La relazione IGF-1/tumori assume rilievo per valori elevati e protratti di IGF-1"


Aggiornamento settembre 2015


Un articolo di Project Invictus santifica i latticini, parlando di articoli dalla forte evidenza scientifica, salvo poi citare uno studio su meno di 1500 giapponesi secondo cui più si beve latte più si hanno ossa forti. Per capirci quello citato in questo articolo è su 100 mila persone, e ovviamente dice il contrario.




Aggiornamento ottobre 2015

Non esiste relazione significativa tra introduzione di calcio e protezione dalle fratture. Possiamo parlare ufficialmente di mito del calcio.

I latticini creano dipendenza (food addiction), in particolare i formaggi, attraverso le casomorfine, la cui esistenza è tutt'altro che supposta. Prenderne atto dovrebbe essere una priorità politica.

Aggiornamento febbraio 2016

Su AJCN ci si chiede ironicamente quanto siano scientifici i consigli di introdurre 3 porzioni di latticini al giorno.


Aggiornamento marzo 2016

I latticini assunti in gravidanza promuovono la crescita del feto, così aumentando la predisposizione all'aumento di peso, soprattutto in caso di scarsa attività fisica.
I latticini (e il calcio) non appaiono correlati con aumento del rischio di tumore polmonare in  una metanalisi, però (tranne lo yogurt) aumentano il rischio di linfoma non-Hodgkin.
L'effetto di aumento del rischio di tumore prostatico è confermato, con la smentita che sia colpa del calcio: il lavoro recita testualmente "altre componenti dei latticini che non siano i grassi e il calcio possono incrementare il rischio di tumore prostatico".



Aggiornamento aprile 2016

Continuano i sequestri dei NAS di partite di formaggio fatto con latte aromatizzato alle aflatossine. Insisto: se una cosa la pagate troppo poco chiedetevi perché.
Un parametro importante per prevenire l'osteoporosi appare essere abbassare l'omocisteinemia, ritenuto solitamente parametro di rischio cardiovascolare. 


Aggiornamento maggio 2016

Un approccio di tipo mediterraneo appare protettivo nei confronti della salute ossea e riduce il rischio di fratture.
Il latte e i latticini, attivando IGF-1, possono aumentare il rischio di tumore epatico in soggetti predisposti (infetti da virus dell'epatite).
Il latte interferisce così poco con l'asse somatotropo (quello GH-IGF-1) che in trial italiano è stato utilizzato per incrementarlo. Attendiamo un commento dal dott. Ghiselli.

Se lo dice Calabrese che il latte fa bene, possiamo stare sicuri. Del contrario.






IL dott Greger spiega ottimamente perché il latte nei bambini è un buon mezzo di predisposizione all'obesità.

L'articolo del dott Hyman sulle conseguenze dell'utilizzo di latte.



Aggiornamento giugno 2016

Nuove evidenze del legame tra acne e latticini.
Lo yogurt sembra avere effetto favorevole nel dimagrimento.
L'IAP, istituto di autodisciplina pubblicitaria, impone il cambio del messaggio della campagna pubblicitaria sul latte: è un alimento indispensabile solo nella fantasia di alcuni.



Aggiornamento luglio 2016

Sul Fatto Alimentare una pediatra e un nutrizionista dibattono sull'utilità del latte, con argomenti un po' datati.
Il sale pare essere associato con riduzione della salute ossea e aumento del rischio di osteoporosi e osteopenia.


Aggiornamento 4/8/2016

Un lavoro pubblicato su Nature conferma che l'osteoporosi è nata 10.000 anni fa circa, ossia quando siamo diventati agricoltori e abbiamo iniziato a cibarci dei latticini con frequenza.

Aggiornamento 24/8/2016

I latticini appaiono legati a rischio di a maggior rischio di morbo di Parkinson, sia per il contenuto in galattosio sia per i pesticidi e gli altri inquinanti (clorurati soprattutto) che si bioaccumulano.


Aggiornamento 30/8/2016

Volete proteggere le vostre ossa dalle fratture? Siate ottimisti e non portate rancore.


Aggiornamento 31/8/2016

Il povero Ghiselli appare sempre più preoccupato per la carenza di calcio e sembra incoraggiarne la supplementazione.






Che ovviamente è stata appena collegata al rischio di Alzheimer in uno studio osservazionale.



I consigli della dott.ssa Gottfried per mantenere ossa forti e il legame tra stress e osteoporosi..


Aggiornamento 25/9/2016

Il lattosio e il latte intero aumentano il rischio di tumore ovarico, mentre il calcio lo riduce: un'altra ragione per scegliere fonti di calcio diverse dai latticini.
Per mantenere ossa sane senza aumentare il rischio cardiovascolare, meglio evitare i supplementi ma privilegiare cibi ricchi in potassio, vitamine D, K1 e K2, mentre va ridotto il sale.


Aggiornamento 28/9/2016


Pare che la domanda di latte e latticini stia scemando, e gli unici preoccupati sono i produttori di latte e i loro dipendenti.


Aggiornamento 2/10/2016

L'intolleranza alle proteine del latte è tipica di persone con sindrome da stanchezza cronica.

Aggiornamento 11/10/2016

Una dieta ricca in grassi saturi, tipici di latticini e carne, aumenta l'aggressività del tumore prostatico.

Una metanalisi chiarisce che i latticini vanno bene per prevenire le malattie cardiovascolari. Solo che è finanziata dai produttori di latte.


Aggiornamento 15/10/2016

Un sacco di motivi per evitare i latticini.

Aggiornamento 3/11/2016

Una nuova metanalisi sui latticini conclude che: il consumo totale non sembra aumentare il rischio generale di tumore, ma consumarne pochi lo riduce. Inoltre si conferma un aumento lineare del rischio di cancro prostatico: all'aumentare del consumo di latticini cresce il rischio e l'aggressività del tumore.
Per prevenire l'osteoporosi meglio le prugne e le mandorle dei latticini: in generale, essendo una malattia da stress ossidativo, è più efficace mettere alimenti ricchi di antiossidanti (che attivano gli osteoblasti) che latticini.
Il latte fa così bene ai bambini che secondo le nuove linee guida ufficiali non dovrebbe essere introdotto prima del primo anno di età.
In particolare le proteine del latte, in uno studio multicentrico randomizzato, hanno messo in evidenza che sovraregolano il sistema IGF, quello dei fattori di crescita e dell'insulina, soprattutto in caso di particolari varianti geniche,che porta alla crescita in altezza ma anche in larghezza e delle cellule tumorali

Aggiornamento 23/11/2016


IGF-1, un fattore di crescita stimolato da alcuni cibi, ha una grande importanza nell'infiammazione e nell'immunità mediata dai macrofagi, ad esempio nelle vie aeree.

Aggiornamento 2/12/2016

L'obesità in adolescenza predispone per l'osteoporosi in età adulta: grazie al grasso viscerale la struttura ossea viene infatti permanentemente alterata.


Aggiornamento 12/12/2016

Debora Rasio ci spiega perché i latticini, se alimentati a erba, fanno bene alle ossa: non si tratta del calcio, ma della vitamina K2, che permette un corretto utilizzo del minerale, in modo che venga depositato nelle ossa e non nelle arterie.

il diabete è un fattore di rischio per l'osteoporosi.

Update 19/12/2016


L'EFSA ha stabilito che il nuovo target di vitamina D per la prevenzione delle malattie è 50 nmol/L. Oggi è 30, ma la maggior parte della popolazione è sotto questo livello. Il documento ribadisce anche che i latticini NON sono una fonte apprezzabile di vitamina D

Aggiornamento 24/12/2016

Come si fa a ridurre del 70% le cadute (e quindi le fratture) in un gruppo di anziani ospedalizzati? Supplementando con vitamina D ed esercizio fisico, anche a bassa intensità.

Aggiornamento 28/12/2016

Un nuovo video dove il dott Greger spiega l'inutilità e il danno conferito dai supplementi di calcio: in uno studio RCT hanno aumentato il rischio di frattura del 64%!


Avere tendenza a formare calcoli renali potrebbe essere un'indicazione che il calcio non si deposita nelle ossa ma nelle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari e osteoporosi. Come fare a prevenirli? Attività fisica e alimentazione a basso PRAL, ricca di vegetali.

A parità di calorie, sostituire i grassi del latte (prevalentemente saturi) con carboidrati da cereali integrali e grassi polinsaturi riduce il rischio cardiovascolare, sia di infarto che di ictus. Questi i risultati di uno studio condotto su oltre 200 mila persone.

Aggiornamento 15/1/2017


Lo stretto legame tra latticini, uova e artrite reumatoide.

Aggiornamento 18/1/2017


Le prugne sono un'ottima fonte di boro, minerale che migliora la ritenzione di calcio nelle ossa e previene l'osteoporosi. Ecco tutti i consigli per mantenere ossa sane.

Un video di Report che chiarisce quanto il latte serva per le ossa: poco o nulla.


Aggiornamento 1/2/2017

Il dott. Greger spiega benissimo perché il latte non è la risposta all'osteoporosi.

Aggiornamento 3/2/2017

Secondo uno studio effettuato su 160 mila persone, cose serve per prevenire osteoporosi e fratture? Il latte? No, una dieta antinfiammatoria, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e semi oleosi.

Aggiornamento 11/2/2017

Alcuni, tra cui purtroppo anche persone laureate, continuano a pensare che il diabete giovanile (e le altre malattie autoimmuni) sia un castigo divino e non sia dovuto a fattori ambientali. Uno dei probabili fattori è il latte vaccino. Allora perché non tutti quelli che lo assumono si ammalano? Perché è necessaria una predisposizione genetica, epigenetica e una particolare flora intestinale. Basta evitare il latte per prevenire la malattia? No, perché è una malattia complessa che è dovuta a molteplici fattori. Tutti dovrebbero evitare il latte? No, in persone sane, senza predisposizioni particolari un consumo moderato può non avere conseguenze negative. Il latte è necessario per crescere forti e sani? No, lo si può essere anche senza questo alimento.

Ottimo articolo referenziato del dott Hyman sulla mancanza di prove dei benefici del latte.


Aggiornamento 17/2/2017

Si continua a dimostrare che i latticini riducono la sopravvivenza in chi ha tumore prostatico. Le cause possono essere sia calcio e fosforo, che riducono la vitamina D disponibile, sia l'aumento di IGF-1, sia i grassi saturi.

Aggiornamento 26/2/2017

Il galattosio, zucchero presente nel latte, aumenta lo stress ossidativo ed è la probabile causa degli effetti negativi del latte sullo stato infiammatorio, con le sue conseguenze (osteoporosi, tumori, malattie cardiovascolari, aumento della mortalità). Questi effetti vengono mitigati da una dieta ricca in frutta e verdura, ricche di antiossidanti, e sono minori se non assenti nei latticini fermentati (che contengono poco galattosio)

Il latte e alcuni formaggi aumentano il rischio di tumore estrogeno sensibile al seno, mentre lo yogurt lo riduce. Nello stesso studio il consumo totale di latticini riduce il rischio.

Aggiornamento 9/3/2017

Cosa si guadagna a togliere i latticini dalla propria dieta

Aggiornamento 11/3/2017


I latticini sono utili nel prevenire l'osteoporosi? Solo se abbinati a vitamina D, di cui non sono una buona fonte

Aggiornamento 13/3/2017


Anche New Scientist conferma: non esistono evidenze scientifiche per bere latte. La protezione dall'osteoporosi si ha con una dieta sana in generale e il movimento. I prodotti fermentati (formaggi e yogurt) invece, hanno potenziali effetti benefici perché non hanno grandi quantità di lattosio


Aggiornamento 21/3/2017

Un nuovo articolo del dott Greger sull'inopportunità di consumare latte, un alimento non previsto nella nostra evoluzione.

Aggiornamento 27/2/2017


Un ottimo articolo di una collega sull'effetto potenzialmente negativo di gluteo e caseomorfine, dalle malattie autoimmuni alle intolleranze alimentari.

Aggiornamento 23/4/2017

Il 75% delle persone al mondo non possiede la lattasi in età adulta, ossia l'enzima che digerisce lo zucchero del latte.
Authoritynutrition.com ci propone i sostituti per i latticini


Aggiornamento 2/5/2017


Bassi livelli plasmatici di magnesio aumentano il rischio di fratture, ma non sono necessariamente collegati a bassa introduzione con la dieta

Aggiornamento 17/5/2017

Nonostante un indice glicemico relativamente basso, i latticini provocano un rilascio di insulina da 3 a 6 volte superiore di quanto atteso  



Aggiornamento 11/6/2017

Le concentrazioni di ormoni  e in particolare estrogeni presenti nel latte sono potenzialmente bioattive e dannose, incrementando il rischio di tumori della prostata, seno e uterini.

Aggiornamento 13/6/2017

Con gli RCT (che stabiliscono causa ed effetto) non esiste prova che il calcio prevenga le fratture e che chi ne introduce di più sia protetto, anche con gli integratori.


Aggiornamento 23/6/2017


L'importanza del microbiota nella salute ossea.


Aggiornamento 26/6/2017

L'altezza è considerata un fattore di rischio tumorale. Questo perché le persone più alte hanno più cellule e più ormoni correlati con la crescita e la proliferazione cellulare, e questi sono ovviamente proporzionali anche alla disponibilità di cibo, e in particolare proteine.


Marion Nestle, docente di nutrizione, chiarisce che  "il latte è il cibo ideale, ma per i vitelli". "Non c'è dubbio su questo.
Ma per gli esseri umani, potrebbe non esserlo, e può non essere necessario, e ci sono molte prove che non sia necessario".

Insomma non abbiamo bisogno assoluto del latte per vivere. Le alternative sono più che sane. Il principale problema sono le industrie che fanno opposizione, per interessi economici, alla vera informazione.


Aggiornamento 7/7/2017

Il calcio delle acque minerali è biodisponibile come quello dei latticini

Aggiornamento 10/7/2017

Arriva finalmente il documento CRA-NUT a firma Ghiselli e soci, finanziato dai produttori di latte (che però ci tengono a precisare che non hanno influito). Ci tengono a precisare che il latte fa bene, 2 porzioni al giorno da 125ml (mezza tazza...) più una di formaggio.
Finalmente hanno capito anche loro che aumenta i tumori alla prostata e che alza l'IGF-1, anche se considerano solo il buono di questo (crescita staturale, ma purtroppo anche dei tumori).
Dimenticano ovviamente di dire che questi sono effetti rivolti alle persone sane e che non esiste nessuna prova sul fatto che persone con malattia abbiano vantaggio dall'assunzione di latticini, ma va bene, errare è umano.

Aggiornamento 11/7/2017

Secondo una revisione degli studi i latticini nell'infanzia aiutano la mineralizzazione dell'osso grazie ai loro nutrienti

Aggiornamento 4/8/2017

I polifenoli aiutano a prevenire i problemi alle ossa


Una considerazione sui bifosfonati (farmaci per l'osteoporosi) da parte del dott Luchi.



Aggiornamento 7/10/2017

Nel modello animale il potassio (frutta e verdura) riduce la calcificazione delle arterie, evento che predispone per le malattie cardiovascolari



Aggiornamento 30/10/2017

il consumo di latte si associa in uno studio al declino cognitivo. Questo è forse dovuto al galattosio, che viene usato anche nei modelli animali per indurre neurodegenerazione.

Aggiornamento 8/11/2017


L'esercizio fisico si conferma il miglior "integratore" contro le fratture.

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